Archivio per vita da fuori corso

  • Aggiornamenti esistenziali #2 - 19 gennaio 2009

    Cari tutti, che stresssss! Studio studio e studio. Non faccio (quasi) altro. Che palla di donna. Faccio vita di clausura e son prossima alla fossilizzazione.
    Nonostante questo l’esistenza va incomprensibilmente avanti anche senza di me, e nelle passate settimane son successe anche alcune cosucce degne di nota. Per esempio, ho compiuto la veneranda età di 30 anni. Poi, più per coerenza numerica che altro, ho portato a casa il primo 30 e lode della mia ripresa universitaria (sì, esatto: in Storia medievale. Vedo con piacere che siete preparati). Sono moderatamente orgogliosa, e spero che il buondì si veda dal mattino. Però sto accusando il colpo; nel senso che, considerata la mia situazione, non posso più batter la fiacca: e batterla, invece, era la cosa che mi riusciva meglio. Che ingiustizia.

    In questi giorni sto macinando pagine e pagine per l’esame di Storia del libro che mi aspetta a metà febbraio, ma fortunatamente mi attende a breve una tregua di tre giorni in quel di Bologna, con il Marito Ritrovato. Ci andremo a vedere la mostra di Bernd e Hilla Becher al Museo Morandi, e poi anche l’Aspertini alla Pinacoteca Nazionale.
    Poi basta: svacco totale. Bighellonaggi sotto i portici, lauti pranzetti e cenette - pure colazioni e tè delle cinque - , rilassante vita casalinga nel nostro appartamentino in affitto affacciato sui tetti di Bologna (che noi, vita casalinga insieme, non la facciamo mai: croce e delizia - più delizia che croce! ihihih :mrgreen: - degli amori a distanza).

    Giuro: non vedo l’ora che questa prima sessione d’esame si concluda e che riprendano le lezioni, così da poter tirare un pochino il fiato. Sì, insomma: per modo di dire. So già che dalla fine di febbraio mi aspetta la preparazione del colossale esame di Storia dell’arte medievale (ma per ora faccio finta di non saperlo, onde salvaguardare quel po’ di salute mentale che mi rimane); e, tra gli altri, anche un bel corso sul cantiere di Giotto nella Basilica di S. Franceso ad Assisi. Corso, quest’ultimo, che monopolizzerà anche le mie trasferte primaverili (e quelle del Marito, che ancora forse non ne era del tutto consapevole, e ora invece sì): Assisi in primis, e Roma, dopo dieci anni di assenza, per la mostra “Giotto e il Trecento. Il più sovrano maestro stato in dipintura…” (dal 6 marzo): è una mostra che ancora non è stata annunciata ufficialmente, e che quindi vi svelo in anteprima. So che non starete nella pelle dalla gioia. E vi capisco, eh. Son cose.
    (toh, sono in vena e ve ne svelo anche un’altra: Edward Hopper, a Milano, in autunno 2009. E scusatemi se è poco!)

    Bon. Vi ho aggiornati. Torno a consumare sui libri i miei anni migliori.
    Mentalmente esausti ma sinceri saluti a chi passa! ;-)

  • Suggestioni medievali - 4 dicembre 2008

    Suggestioni medievaliDunque: io avrei deciso. Con sconsiderato anticipo, ma avrei comunque già deciso.
    Che se un giorno mai riuscirò ad arrivare alla fine del mio corso di laurea in Storia e tutela dei beni artistici, io, la tesina - perché ora si chiaman “tesine” e non più “tesi” - la voglio fare in Storia dell’arte medievale. Primo punto fermo.
    Ma non è tutto. Ho deciso anche che, salvo ripensamenti dell’ultim’ora (che sono la mia specialità), dovrà avere a che fare con… [rullino i tamburi e tambùrino i rulli] …. la rappresentazione iconografica dei mesi nella pittura medievale! Dite la verità che fa figo detto così, che sembra quasi una cosa seria! Seria, ma totalmente inutile: per questo credo mi calzi a pennello ;-) Leggi il resto!

  • Minuzzoli esistenziali - 15 ottobre 2008

    Scusate, vado un po’ di fretta. Ma ormai ho preso questa abitudine di prendere appunti sulla mia sgangherata esistenza, per evitare di dimenticarmi chi sono, cosa faccio, dove sto andando. E quindi. Disordinato e fugace aggiornamento:

    1) stamattina, prima della lezione di Storia medievale, ho telefonato ad una persona di cui non avevo notizie da tre mesi (e con la quale, prima di questi tre mesi, ho condiviso tre anni di vita, seppure in maniera un po’ originale). L’ho aggredita con la scostumatezza che mi è propria, in preda ad una incazzatura repentina quanto irrefrenabile, circa una situazione che a rigor di logica non mi avrebbe dovuto minimamente riguardare (anche questo è un mio marchio di fabbrica). Gli ho detto che lo odio, e che mi manca, e che gli voglio bene, e che sono tremendamente gelosa. Giusto o sbagliato che sia, e a prescindere dalle eventuali conseguenze che tutto questo potrà avere, l’ho fatto. E mi sono sentita meravigliosamente bene, dopo. Io non la sopporto, la diplomazia. (dannata indole passionale del cavolo: i tre quarti delle mie sventure esistenziali dipendono da lei). Leggi il resto!

  • DEVO averlo. Non si discute. - 28 settembre 2008

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  • «Se la vita non ti sorride, falle il solletico» - 26 settembre 2008

    La frasetta che fa da titolo è troppo geniale per essere mia. L’ho vista sfrecciare fuori dal finestrino del treno, ieri, graffita su una di quelle barriere anti-rumore tutte tempestate di silhouette di rondini, e ho riso io, al posto della vita. Secondo me è grandiosa (la frase. non la vita. ovviamente).

    Ora: ieri, dopo averla letta, ho provato a metterla in pratica. Ho sfoderato il mio sorriso migliore, ho atteggiato le mie manine sante in posizione-solletico e mi son data da fare. La Vita, per tutta risposta, non si è scomposta di un millimetro; in compenso mi ha squadrata con aria commiserativa, poi, con piglio austero, mi ha cortesemente rivolto la seguente domanda retorica: «io vorrei sapere che cazzo ridi» (scusatela: è una Vita necessariamente scurrile). E fine lì. Ci son rimasta un po’ male, ma in fondo, come darle torto.
    Per cercare di scrollarla un po’ dal suo malinconico torpore, infatti, ieri le ho fatto questa proposta: «Vita, perché oggi non ci rechiamo allegramente in segreteria di Lettere e Filosofia per vedere come sta messa la nostra carriera universitaria? Non avevamo detto di provare a rituffarci nello studio matto e disperatissimo? E allora, dai: animo!». Non l’avessi mai fatto :| . Leggi il resto!

  • E ora? Che fare? (interrogativi accademici) - 25 luglio 2008

    Si può prendersi il raffreddore a fine luglio? Eccome se si può: sto uno schifo.
    Poco male, comunque, dato che la mia occupazione part-time come cameriera “a chiamata”, ultimamente, stenta: per il turismo di Firenze è un gran periodaccio, sissignori; cominciano a lamentarsi anche i tassisti, il che è tutto dire. Va bè, insomma, per un motivo o per un altro, oggi è stata una giornata particolarmente sfaccendata. Talmente sfaccendata che, tra una fetta di cocomero e una soffiata di naso, mi è venuta la bislacca curiosità di affacciarmi al sito della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze, in pena (più per cortesia che per altro) per la mia carriera universitaria, di cui non avevo notizie da tempo immemorabile. Leggi il resto!