Archivio per minuzzoli & stramberie

  • E di nuovo cambio casa… - 12 febbraio 2009

    we_are_closed

    Cari tutti, questo blog chiude.

    Nel senso che d’ora in poi non ci scriverò più, ma continuerò a farlo da un’altra parte.

    Chi mi segue da un po’ penserà: “no, dai, un altro trasloco noooo!”. E invece sì.

    O meglio, in realtà no, stavolta non si tratta di un vero “trasloco”; perché il nuovo blog nasce dal nulla, e i post che sono qui li lascio qui, e là riparto da zero.

    Motivi: non ho più tempo né costanza sufficienti per star dietro a un blog “vero” come più o meno tentava di esser questo. Ho sentito il bisogno di trasferirmi in uno spazio che fosse leggero leggero, più “giusto” per accogliere anche solo due parole telegrafiche, quando non mi va di  tirarne fuori altre, di argomentare, di sprecarmi in blabla.

    Voi direte: “potevi farlo qui”. Eh no, che discorsi sono. Perché i blog dopo un po’ prendono una loro personalità autonoma, e mica puoi spersonalizzarli così su due piedi. Vien fuori un pasticcio, a provarci. E quindi.

    Non mi aspetto che mi seguiate in blocco (son sincera), anche perché di là ci sarà moooolto meno da leggere, specie in questi primi tempi; ma bisognava pure che vi avvertissi, e se vorrete passare di tanto in tanto a vedere che combino, sarete i benvenuti.

    Ah, giusto, il nuovo indirizzo: www.giustodueparole.net www.giustodueparole.it

    Un saluto a chi passa! Sere

  • Aggiornamenti esistenziali #2 - 19 gennaio 2009

    Cari tutti, che stresssss! Studio studio e studio. Non faccio (quasi) altro. Che palla di donna. Faccio vita di clausura e son prossima alla fossilizzazione.
    Nonostante questo l’esistenza va incomprensibilmente avanti anche senza di me, e nelle passate settimane son successe anche alcune cosucce degne di nota. Per esempio, ho compiuto la veneranda età di 30 anni. Poi, più per coerenza numerica che altro, ho portato a casa il primo 30 e lode della mia ripresa universitaria (sì, esatto: in Storia medievale. Vedo con piacere che siete preparati). Sono moderatamente orgogliosa, e spero che il buondì si veda dal mattino. Però sto accusando il colpo; nel senso che, considerata la mia situazione, non posso più batter la fiacca: e batterla, invece, era la cosa che mi riusciva meglio. Che ingiustizia.

    In questi giorni sto macinando pagine e pagine per l’esame di Storia del libro che mi aspetta a metà febbraio, ma fortunatamente mi attende a breve una tregua di tre giorni in quel di Bologna, con il Marito Ritrovato. Ci andremo a vedere la mostra di Bernd e Hilla Becher al Museo Morandi, e poi anche l’Aspertini alla Pinacoteca Nazionale.
    Poi basta: svacco totale. Bighellonaggi sotto i portici, lauti pranzetti e cenette - pure colazioni e tè delle cinque - , rilassante vita casalinga nel nostro appartamentino in affitto affacciato sui tetti di Bologna (che noi, vita casalinga insieme, non la facciamo mai: croce e delizia - più delizia che croce! ihihih :mrgreen: - degli amori a distanza).

    Giuro: non vedo l’ora che questa prima sessione d’esame si concluda e che riprendano le lezioni, così da poter tirare un pochino il fiato. Sì, insomma: per modo di dire. So già che dalla fine di febbraio mi aspetta la preparazione del colossale esame di Storia dell’arte medievale (ma per ora faccio finta di non saperlo, onde salvaguardare quel po’ di salute mentale che mi rimane); e, tra gli altri, anche un bel corso sul cantiere di Giotto nella Basilica di S. Franceso ad Assisi. Corso, quest’ultimo, che monopolizzerà anche le mie trasferte primaverili (e quelle del Marito, che ancora forse non ne era del tutto consapevole, e ora invece sì): Assisi in primis, e Roma, dopo dieci anni di assenza, per la mostra “Giotto e il Trecento. Il più sovrano maestro stato in dipintura…” (dal 6 marzo): è una mostra che ancora non è stata annunciata ufficialmente, e che quindi vi svelo in anteprima. So che non starete nella pelle dalla gioia. E vi capisco, eh. Son cose.
    (toh, sono in vena e ve ne svelo anche un’altra: Edward Hopper, a Milano, in autunno 2009. E scusatemi se è poco!)

    Bon. Vi ho aggiornati. Torno a consumare sui libri i miei anni migliori.
    Mentalmente esausti ma sinceri saluti a chi passa! ;-)

  • Bilancino post-natalizio - 26 dicembre 2008

    Ohi ohi… Ho mangiato troppi torroncini Condorelli. Troppissimi proprio. Soprattutto quelli al caffè e quelli al limone, che mi piacciono che non vi dico. Ora ne sconto le conseguenze. Però in compenso questo post lo sto scrivendo dal mio nuovo netbook Acer Aspire One blu zaffiro. Ve lo presento: si chiama Ciro - Ciruzz per gli amici - , perché in confronto al Mac, che è di un bianco angelico e di una classe che non ne parliamo, lui è tarchiatello e niru niru. Ma pesa quanto un passerotto e ora che ce l’ho sulle ginocchia non lo sento nemmeno, che c’è. E’ un gioiellino, il mio Ciruzz. Ed è il regalo “grande” di questo Natale 2008.

    La palma per il regalo più originale se lo aggiudica mia sorella, che, sapendo di avere una sorella caffeinomane, mi ha regalato una caffettierina Bialetti stranissima, che sputazza fuori il caffè direttamente nella tazzina (allego foto ingrandibili, altrimenti non capite mica, che aggeggio ganzo che è).
    Per la prima volta da non so quanti anni, quest’anno non avrei ricevuto libri in regalo, se non fosse stato per il mio Marituccio, che me ne ha regalati tanti, e uno più bello dell’altro: siam tornati da Milano che avevamo dei trolley vergognosamente stipati di carta, tra quelli che ci eravamo regalati a vicenda e quelli che ci eravamo comprati in comunella, esaurendo in uno colpo solo tutti i punti della CartaPiù Feltrinelli accumulati in un intero anno di sconsiderati acquisti. Leggi il resto!

  • Aggiornamenti esistenziali - 17 dicembre 2008

    Cari tutti, questo blog langue! Un po’ mi dispiace, dato che c’ho anche qualche commento di lettura in sospeso… Ma d’altra parte son contenta perché vuol dire che c’ho anche tanto altro da fare, e sicché. Ora poi sto finalmente per partirmene per Milano con il Marito Ritrovato, e ci voleva proprio, lasciatemelo dire. In tempi di Freccerosse e Alta Velocità, noi come al solito ci sobbarcheremo il nostro viaggetto tutto sui trenini regionali che ci piacciono tanto: cambiamo a Bologna e a Piacenza; io parto da Firenze alle 8.15 e arrivo alle 14.40 a Milano; lui che arriva da Pescara, non ne parliamo; al ritorno poi mi toccheranno ben cinque (e dico cinque) cambi. Che per fortuna non c’abbiam mica tutte le rotelle a posto, io e lui. Chi si somiglia si piglia! :mrgreen: Leggi il resto!

  • Gentile da Fabriano e i lucciconi - 28 novembre 2008

    Era un sacco di tempo, che non tornavo agli Uffizi. Ogni tanto penso alle migliaia di chilometri che i turisti fanno per arrivarci da ogni parte del mondo, e mi sento un po’ un’ingrata nei confronti della fortuna che ho avuto nascendo in una città così zeppa di capolavori. Io Firenze la bacchetto, perché se lo merita. Ma ciò non toglie che, ogni volta che per andare all’università o a lavoro mi trovo a dover passare per piazza della Signoria con la sua Loggia dei Lanzi, o per piazza del Duomo con il Cupolone, o per il Ponte Vecchio, ecco, io non posso fare a meno di dirmi: son proprio fortunata, ad avere sotto gli occhi queste meraviglie ogni giorno.
    Quindi, oggi sono tornata agli Uffizi, dopo…boh: otto o nove anni? Insomma: tantini. Non mi ricordavo l’impatto da sindrome di Stendhal al cospetto delle tre enormi Maestà - rispettivamente di Cimabue, Giotto e Duccio di Buoninsegna - che accolgono il visitatore nella prima sala, dedicata al Duecento. Ho vacillato, giuro, di fronte a quei tre colossi dorati.
    Poi va bè, in quelle sale c’è una tale concentrazione di genio artistico, che io a metà percorso inizio sempre ad avere dei cali di concentrazione pazzeschi, causa saturazione mentale da eccesso di stimoli: bisognerebbe dedicare un giorno intero ad ogni sala, altro che. Però ogni volta c’è un’opera di fronte alla quale mi salgono agli occhi i lucciconi di commozione. L’ultima volta mi successe con la Venere del Botticelli (che tra le altre cose mi sta anche un po’ antipatica, ma insomma, fatto sta che mi commossi lo stesso); oggi invece è toccato a questo polittico qui sotto: l’Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano. Leggi il resto!

  • Comunicazione di servizio a mo’ di giustificazione - 18 novembre 2008

    Eh lo so, latito. Ma ho un sacco di scuse pronte. Prima di tutto lo studio, che mi assorbe fin troppo, e che per forza di cose assecondo docilmente fino a nuovo ordine.

    E poi questa cosa qui che volentieri vi segnalo, a cui ho partecipato in veste di “co-webmaster” in questi ultimi giorni.
    In breve: si tratta di una “succursale” del sito Nadir Magazine (che gli appassionati di fotografia dovrebbero già conoscere bene…anzi benissimo!) in cui d’ora in poi confluiranno tutte le news dedicate al mondo della fotografia: sia novità più prettamente “tecniche” - nuovi prodotti, corsi, concorsi e via dicendo - che appuntamenti di ogni sorta come incontri con gli autori, festival, eventi e mostre (queste ultime, non solo fotografiche: ci sarà spazio anche per le principali esposizioni di arti visive, come si intuisce dalla schermata qui sotto). Leggi il resto!

  • Minuzzoli esistenziali - 15 ottobre 2008

    Scusate, vado un po’ di fretta. Ma ormai ho preso questa abitudine di prendere appunti sulla mia sgangherata esistenza, per evitare di dimenticarmi chi sono, cosa faccio, dove sto andando. E quindi. Disordinato e fugace aggiornamento:

    1) stamattina, prima della lezione di Storia medievale, ho telefonato ad una persona di cui non avevo notizie da tre mesi (e con la quale, prima di questi tre mesi, ho condiviso tre anni di vita, seppure in maniera un po’ originale). L’ho aggredita con la scostumatezza che mi è propria, in preda ad una incazzatura repentina quanto irrefrenabile, circa una situazione che a rigor di logica non mi avrebbe dovuto minimamente riguardare (anche questo è un mio marchio di fabbrica). Gli ho detto che lo odio, e che mi manca, e che gli voglio bene, e che sono tremendamente gelosa. Giusto o sbagliato che sia, e a prescindere dalle eventuali conseguenze che tutto questo potrà avere, l’ho fatto. E mi sono sentita meravigliosamente bene, dopo. Io non la sopporto, la diplomazia. (dannata indole passionale del cavolo: i tre quarti delle mie sventure esistenziali dipendono da lei). Leggi il resto!

  • Che fantastica avventura è la vita - 5 ottobre 2008

    Son belle, le domeniche col raffreddore (a parte il raffreddore, s’intende).
    Son belle perché ti senti autorizzata a lamentarti tantissimo (almeno: io mi lamento tantissimo. Sono assolutamente certa di soffrire ben oltre ogni altro essere umano, col raffredore), e, tra un lamento e l’altro, ad occupare il tempo dedicandoti alle cose più sceme. Quindi, considerato che una giornata così scema non può non avere il suo degno coronamento nell’essere la sola e unica protagonista di un post ancor più scemo…: eccovi serviti! :mrgreen:

    Prima di tutto, ho fatto una cosa che non mi spiego come mai non mi fosse venuta la voglia prima, di farla: ho cercato la mia casa su Google Earth. Solo che, essendo una campagnola doc, digitando il nome della vallata in cui abito, non usciva niente; a digitare il nome della via - che poi si chiama come la vallata - , peggio che mai. Allora ho cercato il paesino più vicino, e ho seguito passo passo la strada che faccio di solito per tornare a casa: e l’ho trovata (foto 1). La parte biancastra che si vede sulla sinistra, è tutta vigna. Tra l’altro proprio ieri hanno iniziato a vendemmiare. E la mamma ha ricominciato a fare la schiacciata con l’uva (che tanto, un grappolino in più o in meno, non manderà certo in rovina l’azienda agrituristica proprietaria dei vigneti :lol: ). Solo che io non la posso mangiare perché mi danno noissima i semi. E’ inutile che mi dicano di buttarli giù senza masticare. A me mi viene da masticarli lo stesso. Destino crudele. Leggi il resto!

  • DEVO averlo. Non si discute. - 28 settembre 2008

    Leggi il resto!

  • «Se la vita non ti sorride, falle il solletico» - 26 settembre 2008

    La frasetta che fa da titolo è troppo geniale per essere mia. L’ho vista sfrecciare fuori dal finestrino del treno, ieri, graffita su una di quelle barriere anti-rumore tutte tempestate di silhouette di rondini, e ho riso io, al posto della vita. Secondo me è grandiosa (la frase. non la vita. ovviamente).

    Ora: ieri, dopo averla letta, ho provato a metterla in pratica. Ho sfoderato il mio sorriso migliore, ho atteggiato le mie manine sante in posizione-solletico e mi son data da fare. La Vita, per tutta risposta, non si è scomposta di un millimetro; in compenso mi ha squadrata con aria commiserativa, poi, con piglio austero, mi ha cortesemente rivolto la seguente domanda retorica: «io vorrei sapere che cazzo ridi» (scusatela: è una Vita necessariamente scurrile). E fine lì. Ci son rimasta un po’ male, ma in fondo, come darle torto.
    Per cercare di scrollarla un po’ dal suo malinconico torpore, infatti, ieri le ho fatto questa proposta: «Vita, perché oggi non ci rechiamo allegramente in segreteria di Lettere e Filosofia per vedere come sta messa la nostra carriera universitaria? Non avevamo detto di provare a rituffarci nello studio matto e disperatissimo? E allora, dai: animo!». Non l’avessi mai fatto :| . Leggi il resto!

  • Le cose buone di questi 3 giorni festivalieri - 23 settembre 2008

    * Emanuele Severino, un Grande Vecchio dal fascino eccezionale. Durante la sua lectio magistralis piazza Grande era strapiena, non c’erano più neanche posti in piedi (e già questa è una cosa che emoziona). Io ho capito un quarto di quanto ha detto, com’era prevedibile (non perché non si sentisse, ma proprio perché non c’arrivavo: nel caso aveste dei dubbi in proposito. Ma non credo), ma l’ho ascoltato in estasi, ipnotizzata dalla sua voce grave e dalla sua classe e dal suo ingegno e dal suo eloquio lento e sicuro e dal suo volto intenso proiettato sullo schermo gigante (tra l’altro ora ha i capelli più lunghi, ed è se possibile ancora più bello). Io quest’uomo qui lo voglio come marito, o come fidanzato, o come zio, o come babbo, o come nonno - pensavo mentre parlava. Per un’oretta, ve lo confesso, son stata innamorata. Talmente innamorata, da farmi venire la voglia impellente di leggermi diligentemente i tre volumi della sua Storia della filosofia che ho in libreria da tempo immemorabile. Ma siccome sono una femmina proverbialmente volubile, il buon proposito è già sfumato. Però vi prego di credermi: è stato un amore fugace, ma ardente (la foto non è mia eh. Se gli fossi arrivata così vicino, probabilmente avrei trovato il coraggio di dichiararmi e ora non sarei qui a raccontarvi di quest’amore platonico perché saremmo già fuggiti insieme, io e lui, e ci staremmo librando incontro ad un futuro magari non tanto lungo, e forse neanche granché comunicativo…ma interessante. Sicuramente interessante. Almeno per me. Per lui così così). Leggi il resto!

  • Il pieno di fantasia, grazie - 18 settembre 2008

    Son pronta per un’immersione filosofico-fantasiosa in quel di Modena. Domani mattina salgo sul mio consueto regionalino che impiega 1 ora e 53 per fare Firenze-Bologna (!), con destinazione la mia terza edizione del Festivalfilosofia, che quest’anno ha per tema la fantasia. Chissà perché, ho il sospetto che questo atunno-inverno ne avrò un gran bisogno, di immaginazione; meglio farne scorta, allora, riempirsene le tasche finché c’è posto.
    Sono contentissima di andarci, anche se non sembra. Il fatto è che mi sono beccata il virus gastrointestinale proprio alla vigilia della partenza, perciò ho il brio di uno zombie col maldistomaco: sto tamponando la situazione a forza di Plasil, e spero in bene :? Nel frattempo barcollo e ho i pensieri ridotti in pappetta (mi sa che si intuisce ;-) ). Leggi il resto!

  • «Lontano, abito lontano» - 15 settembre 2008

    Finalmente, il clima autunnale che tanto ho invocato si è degnato di arrivare. Eppure sono triste, di una tristezza dolce, ma risoluta, implacabile.

    Fuori il cielo grigio affretta il calare della sera, e io indosso di nuovo la mia felpa fucsia con la zip; stanotte mi sono svegliata infreddolita e ho riesumato la mia copertina di pile verde acido dall’armadio, e le ultime sigarette alla finestra prima di andare a dormire finiscono più lentamente, per godersi i brividi del buio, e questa malinconia inasprita che nessuno vede, che nessuno indovina.
    Sento pian piano tornare a galla le mie piccole, infantili voglie d’autunno: le infornate di biscotti al cocco e cacao, la cioccolata calda al pepe, l’infuso di mela e cannella, i bagni caldi al ginepro e al pino; aromi accoglienti come una coperta morbida entro cui sono solita raggomitolarmi per difendermi dal freddo (qualsiasi freddo), pur sapendo che non basta. Non basta.

    E tornano anche le nostalgie, certo. Eccome se tornano. Leggi il resto!

  • Che storia è mai questa? - 5 settembre 2008

    BradipoChe poi, uno potrebbe anche pensare: ma come, questa qui c’ha sfiniti con la faccenda del trasloco, ha messo su un ambaradan che neanche c’avesse un database di centinaia di recensioni da gestire, e ora di punto in bianco ha smesso di parlare di libri e di aggiungerne di nuovi in regalo? Che storia è mai questa?, uno potrebbe pensare.
    Cari miei, non crediate di prendermi in castagna, perchè son preparatissima e c’ho già due scuse pronte, che sono le seguenti.

    1) Son stanchissima.
    Allo scoccare di settembre, i turisti hanno d’un tratto ricominciato ad intasare Firenze, e io ho di conseguenza ripreso ad esercitare la nobile arte del camerieraggio alberghiero. E si corre, e si fatica. Accipicchia se si corre e si fatica (e senza aria condizionata, ci tengo a precisare, perché oggi a Fi ci son di nuovo 33 gradi; e con la lavastoviglie che ti tramortisce ogni cinque minuti con nembi di vapore a 50 gradi, ci tengo a precisare anche questo; e… Va bè basta via).

    Allora, fattosta che io in questi giorni torno a casa che son messa peggio di un rudere con la sciatica, e penso: ma come fa la gente a tornare a casa e avere la forza fisica/mentale per riuscire a scrivere qualcosa di intelligente/interessante sul proprio blog?
    Che io, una volta a casa, in questo periodo, mi limito a pensieri elementari come “sete” “fame” “sonno”, e l’exploit più intellettuale di cui son capace è scegliere quale programma usare per fare la lavatrice. Ecco. Diciamo che tendo a regredire allo stadio evoluzionistico del “bruto”: non il Bruto di Topolino Braccio di Ferro (i miei ricordi cartonianimateschi cominciano a far acqua, sigh :( ), che già sarebbe un passo avanti; quello del «fatti non foste…» dantesco, piuttosto. Leggi il resto!

  • Io direi che ci siamo (post fotografico di fine estate) - 1 settembre 2008

    Sì, direi proprio che ci siamo. Il layout del blog non mi fa impazzire, sia chiaro, ma almeno adesso si visualizza decentemente - e senza indesiderate scritte arlecchinate - con i principali browser…compreso “lui”, l’Innominabile! (per la cronaca: continua a visualizzarsi perfettamente solo con Firefox ;-) ). Direi che finalmente posso smettere di perdere il sonno dietro a css, plugin, ajax, php, ftp e parolacce simili… Vi racconterei volentieri le avventure informatiche che ho affrontato in questi giorni, arrivando finanche a contattare più di uno sviluppatore di plugin (io!, che so a malapena cos’è, un plugin!), spiegando - necessariamente in inglese - che cosa non andava nelle loro creazioni: o, almeno, cosa io credevo non andasse. Alcuni mi hanno dato ragione e hanno sfornato a tempo di record delle nuove versioni “bug-fixed”…altri invece avranno giustamente pensato qualcosa tipo Ma questa avrà bevuto?. Insomma, son soddisfazioni: mi son giocata i miei cinque minuti di gloria ;-) Leggi il resto!

  • Trasloco completato! (o quasi) - 28 agosto 2008

    Benvenuti!
    Allora, che ve ne pare? Bè, insomma, a me graficamente forse piaceva più prima (era molto più sobrio, senza dubbio)…ma credo si tratti solo di farci un po’ l’abitudine. Vi invito a farvi un giretto panoramico, per scoprire tutte le cianfrusaglie che sono riuscita ad infilarci… :mrgreen:
    Va bè, via, a parte questo: vi dico subito che probabilmente troverete link non funzionanti o che rimandano al vecchio blog, immagini sfasate, articoli sbilenchi, pagine in costruzione… Questo perché la funzione importa/esporta di Wordpress, per quanto infinitamente misericordiosa (mai e poi mai mi sarei messa a copiare “a mano” ogni singolo post!!), non è proprio infallibile. Poco male: darò una spolverata in giro nei prossimi giorni, e tutto dovrebbe tornare al suo posto in breve tempo. Leggi il resto!