Sfida del… Torniamo ragazzi!

Questa sfida mi piace particolarmente, anche perché, più che “sfida”, si tratta di un percorso di lettura liberissimo, che ha come unica condizione la lettura (o ri-lettura) di libri considerati “classici per ragazzi”.
I link utilizzati a mo’ di riferimento per la scelta dei titoli sono questi: i grandi classici per ragazzi editi da Mursia - la voce “letteratura per ragazzi” su Wikipedia .

L’aspetto che mi affascina di più nei cosiddetti “classici per ragazzi” è la pluralità di livelli di lettura: un libro come I viaggi di Gulliver, tanto per fare un esempio, può meravigliare un bambino grazie alla fantasia straripante che contiene, ma può allo stesso modo (anzi, forse anche di più, nel caso di Gulliver) far riflettere e appassionare un adulto. L’intento che mi propongo per questa sfida è proprio quello di cercare di godermi tutti i livelli, dal più infantile al più “da grandi”! ;-) Senza contare che, dei libri messi in lista, non ne ho letto neanche uno da ragazzina (tranne l’Ivanhoe).

Durata sfida: tutto il 2009

La mia lista:

Alice nel paese delle meraviglie (L. Carroll)
I viaggi di Gulliver (J. Swift)
Viaggio al centro della Terra (J. Verne)
Il giro del mondo in 80 giorni (J. Verne)
Robinson Crusoe (D. Defoe)
Moby Dick (H. Melville)
Ivanhoe (W. Scott)

…continua…

16 chiacchiere

Maurizio2 scrive: Rispondi 2 gennaio 2009 - 21:25

Di solito, nella versione “per ragazzi” i nostri editori avevano la tendenza a sforbiciare via interi capitoli…..Ricordo che, ai tempi delle elementari, lessi quasi tutti i “superclassici” per ragazzi e non mi piacque per niente Moby Dick (nella versione da 120 pagine).
Riletto in età più avanzata, attorno ai 20 anni, Moby Dick si è invece rivelato uno dei massimi capolavori della letteratura di tutti i tempi!
Come per il conradiano “Lord Jim”, dare in mano questi libri a ragazzi troppo giovani, contando sul loro valore intrinseco, potrebbe far ottenere risultati opposti alle attese, di rifiuto…..
Quanta gente ha letto ed apprezzato veramente “I promessi sposi”, fuori dalle forzate letture stile Bignami in seconda superiore?

barbottina scrive: Rispondi 3 gennaio 2009 - 20:56

Sono d’accordo: libri come Moby Dick, in versione integrale, in mano a un ragazzino, possono far danni circa il suo futuro amore per la lettura! Dei Promessi sposi non ne parliamo: io credo che sia uno dei libri più odiati in assoluto, proprio a causa della pedante imposizione scolastica. Ed è un vero peccato, perché poi non sempre si ritrova lo stimolo giusto per dargli una seconda possibilità. Io non per niente l’ho inserito tra i “buoni propositi” per il 2009 ;-)
Mi pare di ricordare di non aver mai letto niente in versione condensata…anche perché mi limitavo a Piccole Donne e ai Ragazzi della Via Pal, e ai libri della Bianca Pitzorno, che mi piacevano un sacco. Però più in là di lì non andavo. Per questo la considero un’ottima occasione per recuperare, pur con qualche decennio di ritardo.

Apolide scrive: Rispondi 5 gennaio 2009 - 20:03

Dei libri che proponi non ho letto soltanto Ivanohe…gli altri sono tutti presenti all’appello. Sì. Sarebbe bello rileggerli, come dice Maurizio, in versione non condensata, come , ahimè, ho fatto per diversi di questi capolavori.

Una provocazione: Il piccolo principe non lo metteresti? a me è carissimo!

Adonai

Apolide

Barbabarba scrive: Rispondi 6 gennaio 2009 - 22:02

@Maurizio2: Appartengo alla generazione che ha letto i “Classici per ragazzi” in versione ridotta. Credo che all’epoca nessuno sapesse nemmeno che si trattava di edizioni ridotte: si era un po’ più ingenui o, almeno, lo erano i miei genitori - persone non di elevata cultura - che erano felici di regalarmi libri visto che a me piaceva leggere più che avere pistole, fucili e soldatini. Andare in libreria con la possibilità di poter scegliere dei libri era un evento magico e solenne che mi emozionava (mi veniva da piangere per la felicità), e ho ancora le belle edizioni della Mursia dei libri di Verne, di Wells, di Twain, e il mio amore per la lettura probabilmente non si è bloccato proprio grazie a quei libri sforbiciati, ma idonei alle capacità di un ragazzino di quasi mezzo secolo fa, senz’altro ridotte rispetto a quelle dei ragazzini attuali abituati alla TV, ai DVD e ai computer.
Il passaggio dai libri ridotti a quelli “normali” è avvenuto in maniera graduale e inconsapevole dalle elementari al liceo anche se ho scoperto di aver letto delle versioni non originali solo ai tempi dell’università. All’inizio mi sono sentito un po’ gabbato e ho ricominciato a leggerli in versione originale apprezzando, per esempio, la traduzione di Cesare Pavese di Moby Dick che non sarei mai riuscito a leggere a 10 anni, ma sono grato a quelle versioni condensate e sforbiciate: hanno contribuito a far nascere e crescere il mio amore per la lettura portando in casa mia, nella mia mente e nel mio cuore, la magia della parola scritta.

Maurizio2 scrive: Rispondi 7 gennaio 2009 - 00:43

@Barbabarba: Sono d’accordo sull’utilità dei Grandi Classici Mursia, per i bambini dei primi anni 60 (come, purtroppo, sono anch’io), dove trovarsi in casa biblioteche abbastanza fornite non era così semplice! Anch’io, di famiglia contadina, ho avuto con questi volumi, presenti nelle biblioteche di classe alle elementari, i primi contatti con la narrativa e sono stati questi a far nascere in me la famosa “scintilla” della lettura: questi libri (in particolare Walter Scott e Salgari) e, poco dopo, il film “Furore” di John Ford che ha fatto scattare l’interesse per John Steinbeck…e da quel momento è stata fatta!
Qualche anno fa, prima di affrontare “La vera storia del pirata Long John Silver” ho ripreso “L’isola del tesoro” che in età da calzoncini corti mi aveva così affascinato: riletto oggi, beh, è stata una vera delusione.
Ho un figlio di dodici anni ed ho notato che le letture scolastiche. al giorno d’oggi, vanno in una direzione del tutto diversa da quella dei “Grandi Classici ” condensati: vengono scelti i libri de “Il battello a vapore”, storie originali, ma più vicine a Gianni Rodari o a Italo Calvino che alla letteratura ottocentesca; non so dire se tale scelta sia pedagogicamente motivata, ma sentimentalmente non mi ha certo rallegrato vedere mio figlio abbandonare “Il richiamo della foresta” dopo poche pagine…….

Barbabarba scrive: Rispondi 7 gennaio 2009 - 09:32

@Maurizio2: Siamo praticamente coetanei ed abbiamo seguito un iter formativo simile. Alla fine del mio post avevo fatto le stesse considerazioni tue (cioè che i ragazzi di oggi hanno libri che vengono scritti appositamente per loro mentre per noi venivano scelti e adattati dei libri che non erano scritti per i ragazzi ma si prestavano ad esserlo grazie alle storie avventurose e/o fantasiose), ma all’ultimo momento ho cancellato questa parte perché mi sembrava di essermi dilungato sin troppo.
Credo - anche se ne sono convinto a metà - che i nuovi libri per ragazzi siano tutto sommato adatti alle nuove generazioni: senz’altro un ragazzino di oggi, abituato a vedere in TV i documentari di Quark, non potrà sbalordirsi per “Ventimila leghe sotto i mari” e sarà molto lontano dal mondo di “Tom Sawyer”, ma credo che il punto non sia questo visto che anche noi eravamo lontani - storicamente e geograficamente - dalle storie di Salgari. Probabilmente la loro fantasia è meno abituata ad accettare ciò che non viene riproposto in forma di film, fumetto o videogioco: accettano di tutto, ma devono “vedere”.
Noi “immaginavamo”.

zi savè scrive: Rispondi 7 gennaio 2009 - 18:11

Vorrei menzionare due capolavori per ragazzi: I ragazzi della via Pal ed Emil

barbottina scrive: Rispondi 7 gennaio 2009 - 22:05

@Apolide: effettivamente “Il piccolo principe” ci starebbe bene in lista…se non fosse che io faccio parte di quel ristretto - e forse anche un po’ malvisto - gruppo di lettori che non sopportano proprio il Piccolo principe! Quindi stavolta passo ;-)

@zi savè: sai che “Emil” non lo conoscevo? Ho cercato la trama su internet, e da quel poco che ho letto mi ricorda un po’ “Il giornalino di Gian Burrasca”, che tra l’altro mi ero dimenticata: me lo leggeva sempre mia mamma quando ero piccola, insieme a Pinocchio e alle fiabe dei fratelli Grimm e di Andersen! …Che meraviglia!
E a proposito di fiabe…io ero una patita del “Racconta storie”, quei fascicoletti che si compravano in edicola con la cassetta da ascoltare, con le fiabe recitate da gente tipo Paolo Poli, Ottavia Piccolo… Le adoravo proprio!
“I ragazzi della via Pal” invece mi sa che me lo tengo tra le “riserve”, avendolo già letto. Al suo posto mi piacerebbe provare “La guerra dei bottoni” di Pergaud: ne ho sempre sentito un gran bene!

@Maurizio2 & @Barbabarba: a me continua a fare un po’ strano il pensiero delle versioni “condensate”… Mi sa che ai miei tempi erano già passate di moda, perché non ricordo di averne mai avuta una tra le mani. Però forse è perché, essendo femmina, mi tenevo un po’ alla larga dai titoli che avete citato, tutti più o meno orientati verso un gusto più “maschile”, e che probabilmente erano quelli che più si prestavano alle sforbiciature.
Ad ogni modo, secondo me, sempre meglio un “Moby Dick” accorciato, che un “Piccoli brividi” intero. Non c’è scarto generazionale che tenga :?

Barbabarba scrive: Rispondi 7 gennaio 2009 - 22:35

@Barbottina: “La guerra dei bottoni” è un bel libro che vale la pena di essere letto. Non è troppo dissimile da “I ragazzi della via Pal” per atmosfera e problematiche, ma, se lo trovi (e scommetto che lo trovi!), leggilo.
Io lo avevo e te lo presterei volentieri, ma chissà dov’è finito!

Francesca scrive: Rispondi 8 gennaio 2009 - 11:10

ma che bella questa sfida…avendo scoperto tardi l’amore per i libri, sono digiuna di tutta la narrativa per ragazzi, quindi avrei solo l’imbarazzo della scelta… vado a curiosare meglio…

patty scrive: Rispondi 8 gennaio 2009 - 23:07

ciao sono patty di anobii, stasera mentre leggevo un commento sul libro il verbale ho trovato questo bellissimo blog..complimenti e’ fantastico vado subito ad inserirti nei miei amci su anobi e preferiti sul mio blog..ciaooooooo

Gabriella scrive: Rispondi 9 gennaio 2009 - 15:42

Nessuno di questi libri è per ragazzi nè tanto meno per bambini.

Però se andar dietro ad una sfida di aNobii può spingere qualcuno a leggersi finalmente “Moby Dick” o “I viaggi di Gulliver” (in edizione integrale, eh, che se no non vale!) ben vengano persino le sfide di aNobii.

(Per “Alice nel paese delle meraviglie” la vedo più dura: è un libro molto tosto, a leggerlo seriamente, eh)

Ciao

zi savè scrive: Rispondi 9 gennaio 2009 - 16:12

Il racconta storie, quando lo compravano a me, aveva i dischi in vinile… il gatto con gli stivali l’avrò come minimo consumato!!!

barbottina scrive: Rispondi 9 gennaio 2009 - 21:46

@Francesca: qualche titolo vale proprio la pena provare a recuperarlo!

@patty: benvenuta, e grazie! :wink:

@zi savè: i Racconta storie in vinile? Ma dai! Io credevo che non esistessero proprio in versione precedente alle cassette! :D

patty scrive: Rispondi 10 gennaio 2009 - 08:02

Che bella sorpresa aver trovato il tuo commento….grazie :D posso chiederti se questo e’ un blog o un sito???non riesco a capirlo…e’ troppo bello!!! :D

barbottina scrive: Rispondi 10 gennaio 2009 - 10:53

@patty: diciamo che è un sito “a forma di” blog :wink:
Per tua curiosità, l’ho “assemblato” a partire dalla piattaforma Wordpress.org, che spesso viene usata per creare dei veri e propri siti perché dà la possibilità di creare pagine web a partire da zero, personalizzandole in tutto e per tutto
Non ti nascondo che all’inizio ho dovuto litigarci più di una volta, per capire come funzionava! Però alla fine ce l’abbiamo fatto a capirci (sì, bè: più o meno!), e il risultato non mi dispiace affatto; soprattutto perchè lo sento molto “mio” :-)