Sfida dei Titoli

Visita il blog della sfidaCome se non ne avessi già abbastanza in corso per il 2009, ho lanciato un’altra sfida di lettura su aNobii :mrgreen: , che stavolta implicherà la scelta dei libri esclusivamente in base ai titoli. Per la precisione, si dovranno leggere 8 libri, ognuno dei quali dovrà avere un titolo che risponda a una precisa condizione: che contenga un colore; un numero; un animale; un frutto/fiore/pianta; un nome proprio di persona; un nome geografico; sia composto da un’unica parola; contenga un segno di interpunzione. Per il regolamento completo rimando al blog della sfida.

Durata sfida: 1° febbraio - 15 ottobre 2009
Sfida terminata il:

La mia lista:

Colore | L’opera al nero (M. Yourcenar)
Numero | Tre uomini in barca (J.K. Jerome)
Animale | A un cerbiatto somiglia il mio amore (D. Grossman)
Frutto | Arancia meccanica (A. Burgess)
Nome proprio | Le confessioni di Max Tivoli (A.S. Greer)
Nome geografico | La variante di Lüneburg (P. Maurensig)
Unica parola | Amok (S. Zweig)
Interpunzione | Trilogia della città di K. (A. Kristof)

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Bilancio:

8 chiacchiere

Maurizio2 scrive: Rispondi 15 dicembre 2008 - 09:30

Ma, toglimi una curiosità: hai una biblioteca sterminata - di libri non ancora letti - o li compri “ad hoc” per compilare queste liste?

(Questa qui, poi, mi pare una aggregazione con logica particolarmente cervellotica…) ma Clockwork Orange bisogna conoscerlo! Sono curioso di sentire qualcosa da te sul libro di Agota Kristof,,,,,

Aggiornamento sulle mie letture: tornato a casa, ho ripreso l’ordine alfabetico dalla G di Graham Greene (”Il console onorario”, che avevo in libreria da almeno vent’anni) e poi ho preso un Iperborea per la lettera H, “Che ne è stato di te, Buzz Aldrin?” di uno (per me) sconosciuto norvegese, Johan Harstad……

Francesca scrive: Rispondi 15 dicembre 2008 - 12:15

troppo difficile per me! per ora mi concentro sulla Sfida a tema che sepro di riuscire a portare fino in fondo!!! :-)

barbottina scrive: Rispondi 15 dicembre 2008 - 14:08

@Maurizio2: dunque, in linea di massima i libri per le sfide li compro via via, o li prendo in prestito in biblioteca (questo più raramente, solo perché sopporto poco la scadenza di un mese entro cui doverli riportare); non li possiedo quasi mai prima.

Per il resto, la mia personale libreria è un’entità in continua trasformazione: c’è un “fondo” intoccabile (illustrati d’arte, opere da consultazione, e pochi saggi e romanzi a cui sono particolarmente legata, sia “emotivamente” che intellettualmente). Tutto il resto passa, e non resta.
Una volta che un libro è stato letto, lo regalo, lo “libero” tramite bookcrossing o, nei periodi di “secca finanziaria” (come l’attuale) li vendo: così rientrano sul mercato dell’usato scontati del 50%, e io recupero un po’ di liquidità per acquistarne di nuovi. Direi che non fa una piega! :wink:

Sono curiosissima di leggere la Kristof, per averne sentito parlare benissimo un po’ ovunque. Poi ti dirò :-)

@Francesca: io invece quella a tema l’ho dovuta abbandonare perché la scadenza di un libro al mese mi faceva venire le paturnie! :mrgreen:

Vetsera scrive: Rispondi 15 dicembre 2008 - 14:59

E’ una sfida davvero bella! Non vedo l’ora di partire!

Maurizio2 scrive: Rispondi 15 dicembre 2008 - 15:16

A me invece secca moltissimo sbarazzarmi di un libro:
se mi è piaciuto, ne consiglio la lettura ad amici e parenti (ovviamente personalizzando le proposte…..) spesso offrendo la mia copia.
Dei Più Grandi Amori ne possiedo più di una copia, spesso in giro per prestiti, come dicevo sopra; e sovente tali prestiti risultano “a fondo perduto”, ossia non tornano indietro, ma non importa: vuol dire che è piaciuto, oppure che a me faceva piacere che “quella” persona leggesse/avesse “quel” particolare libro….
Ho sparso per il mondo diversi “Cromosoma Calcutta”, “Finzioni”, “La storia dei sogni danesi”….tanto per citarne alcuni.
A volte, poi, ricompro roba che avevo venduto/regalato anni addietro; recentemente, con il trasloco di mia madre, che prima aveva un garage sterminato, ho dovuto separarmi da molte cose, ma con un senso di fastidio……
Un’altra motivazione che mi ha spinto a conservare quasi tutto era sempre stata la speranza/possibilità che, un domani, mio figlio seguisse le mie orme di appassionato cultore/consumatore di musica e letteratura, per cui avrei potuto fornirgli una discreta dotazione di base, sia in un campo che nell’altro….

Ma oramai nella nostra vita lo spazio è tiranno, e gli sboccianti interessi del pargolo sono spesso figli dei tempi moderni, alieni dai miei! Per cui, visto che in famiglia continuiamo a comprare, sono giocoforza obbligato a fare dei periodici “repulisti” di roba letta che non merita riletture o diffusioni dirette; anch’io ogni tanto “libero” come dici tu dei libri negli appositi cestoni presso il supermercato…..

Maurizio2 scrive: Rispondi 15 dicembre 2008 - 15:27

Ai miei tempi, uno scritto a dicembre, per una facoltà che non fosse ingegneria, era un avvenimento impossibile: poi…..dici che mancano 28 giorni all’orale??
Per l’Epifania???

Vedo poi che hai un esame di “storia del libro”:
ricordo che qualche anno fa (mi pare nel 2001) a RadioDue, nell’ambito della interessantissima trasmissione “Alle otto della sera” venne affrontato anche l’argomento delle pubblicazioni nel primo Novecento italiano (lo spunto era “Collodi e la letteratura popolare in Italia” o qualcosa del genere); magari sono disponibili gli archivi o le registrazioni, se sai come cercare……
L’”Annibale” di Giovanni Brizzi, che faceva parte dello stesso ciclo di letture, l’ho trovato, come audiolibro.

Gabriella scrive: Rispondi 15 dicembre 2008 - 15:37

Dunque. Mi permetto di dire la mia.

* ** Il libro di Werfel è godibilissimo,

Però se uno/a non conosce Werfel (e Zweig, e Musil, e Doderer) e il contesto del tutto, e questo è il primo libro di Werfel che legge, allora questo (bel) romanzetto può anche lasciare il tempo che trova,
Vedi tu.
Dipende tutto (come sempre) da quel che uno/a cerca nei libri.
Per questo mi sembrano molto… ehm…. buffe, le “Sfide” di/su Anobii.

*** I tre ometti di Jerome sono un classico dell’umorismo (io ci ho riso a crepapelle. Però le mie risate risalgono a vent’anni fa).

Leggilo, e poi dicci: sono curiosa di vedere se il senso dell’umorismo è cambiato, ed eventualmente quanto e in cosa

* Grosssman è uomo che ammiro enormemente. Tanto di cappello.

Mi annoia altrettanto (e mortalmente) come scrittore. Uno dei pochi casi in cui ammiro l’uomo e non mi piace lo scrittore.

I suoi libri in Italia vengono pubblicati sempre con copertine meravigliose. Per un po’, la cosa mi ha fregata.

Però adesso sono diventata brava: adesso non mi faccio più fregare dalle splendide copertine e dai suoi (furbissimi) titoli.

Il coltello —- “Tu sarai per me il coltello” —- era un frase dai Diari di Kafka , e quest’ultimo titolo del cerbiatto è un verso dal Cantico dei Cantici.

Ma per piacere.

Vero è che molti leggono Grossman, ma pochi hanno letto Kafka la Bibbia. Ed è su questa ignoranza che editori e scrittori giocano alla grande.)

Leggerò con molto interesse il tuo resoconto su questo suo cerbiatto (che io non leggerò, eh, sia chiaro. Mi appello all’emendamento Scheiwiller-Manganelli che recita: “Non l’ho letto e non mi piace)

* Aver scelto l’arancia di Burgess è un po’ un barare, non credi? Avessi scelto … chesso’ … “L’orologio ad orologeria” avrei capito meglio.
Però vabbè. Burgess and Kubrick rigraziano.

* Max Tivoli è interessante. Lo leggerò, prima o poi.

* Casi. Nulla conosco, di questo signore

* La Kristoff e la sua trilogia.
Vabbè, qui siamo davanti ad un capolavoro del Novecento.
Non c’è nulla da dire, se non genuflettersi.
La Kristoff è una grandissima.

(Si, però… attè non t’è piaciuto Canetti. Dubito assai possa piacerti la Kristoff.)

barbottina scrive: Rispondi 15 dicembre 2008 - 18:57

@Vetsera: io pure non vedo l’ora, carissima “collega” di sfida :wink:

@Maurizio2: infatti io sono abbastanza anomala in questo. E sì che io in passato era una “feticista” dei libri, e della peggior specie! Poi boh, si cambia. Ora questo distacco mi è divenuto naturale, e anzi, direi proprio necessario.
Per quanto riguarda lo scritto di Storia medievale, l’ho dato giusto stamattina eh! :mrgreen: Però, essendo che mille anni di storia son tantini, l’esame è diviso in due, e quindi il voto finale lo avrò dopo la parte orale (che mi tocca il 12 gennaio). Grazie per la dritta su Storia del libro: cercherò!

@Gabriella: bello questo commento libro per libro! :D
Grossman lo temo sopra ogni altro. Per dire: c’è chi parla del “Che tu sia per me il coltello” come di un capolavoro, e chi invece lo considera di una indigeribilità assoluta (e mi sa che questo secondo gruppo è il più corposo). Senza contare che questa sua ultima fatica - il cerbiatto - conta quasi 800 pagine, fai tu! E per quanto riguarda la Kristof…staremo a vedere!

Le “sfide” di aNobii sono niente più che un gioco, certo. E lo scegliere i libri in base a parametri così smaccatamente superficiali ed aleatori (come in questo caso i titoli) altro non è che una scusa per conoscere autori e generi nuovi e diversificare le proprie letture in maniera insolita e divertente (bè, sì: divertente per chi lo trova tale, ovviamente! :wink: ) e con il valore aggiunto della condivisione con altre persone. Non sono e non ambiscono ad essere altro di più. E anche per questo mi piacciono così tanto :-)