Splendori del gotico da Giotto a Giovanni da Milano
Prima della scorpacciata milanese che mi attende alle porte del Natale, mi concedo il lusso di alleggerire la tensione pre-esame di questi ultimi giorni con la visita a due mostre fiorentine (che io invece di solito le snobbo sempre, le mostre della mia ammuffita cittadina). Per quanto riguarda la seconda, dedicata alla figura di Giovanni da Milano, segnalo una giornata di studi prevista per il 1° dicembre (ad ingresso libero). Vi lascio questi due videucci e me ne torno nell’ombra. Salut!
“L’eredità di Giotto. L’arte a Firenze tra 1340 e il 1375″
(Firenze, Galleria degli Uffizi, fino all’8 dicembre)
“Giovanni da Milano. Capolavori del gotico tra Lombardia e Toscana”
(Firenze, Galleria dell’Accademia, fino all’8 dicembre)
26 novembre 2008 in arte, mostre & musei

Beh, “ammuffita cittadina” mi pare un pochino esagerato, per Firenze….
Io ci sono stato tre volte in tutto, per di più in tempi non recentissimi, e non ho ancora avuto modo di fare il turista “serio”, ma noi che viviamo in certi luoghi (mi ci metto anch’io, dall’ombra di Sant’Apollinare e dalla lunga ed assidua frequentazione della città di Bologna, ai tempi dell’Università) abbiamo senza dubbio un Universo bene o male influenzato dalla Storia e dalla Storia dell’Arte…..
Prova ad immaginarti di vivere, che so, a Johannesburg e voler vedere dal vivo un po’ di arte o architettura medievale…..
@Maurizio2: non giudico l’ “ammuffimento” di una città dalla possibilità o meno di poterci trovare arte o architetture medievali… Firenze è obiettivamente una città culturalmente stagnante, che vive di rendita grazie - o “a causa” - del David di Michelangelo, della Venere del Botticelli e compagnia bella.
Le mostre organizzate a Firenze sono ripetitive e messe su a forza di “raccogliticcio” tra i vari musei fiorentini, spesso e volentieri deludentissime per un pubblico che sia appena più esigente, tranne rarissime eccezioni che si contano sulle dita di una mano. Non ci si schioda praticamente mai dal Trecento e dal Rinascimento, e difficilmente ci si apre a contesti diversi da quello campanilisticamente fiorentino.
In questo senso, Firenze è realmente “ammuffita” e coperta di ragnatele, affetta da un provincialismo sconfortante. E ciò non giova all’abitante di Firenze come la sottoscritta, ma soprattutto non fa del bene al turismo, di cui Firenze vive e si alimenta. C’è una crisi nera, mai vista prima (e lo dico con cognizione di causa, avendo a che fare con alberghi e negozi turistici). Ma secondo me Firenze se l’è cercata, e se la merita tutta. Speriamo almeno serva a darle una smossa, se non altro!
Da un certo punto di vista è inevitabile - ed anche corretto, che un luogo si “specializzi” in quello che lo caratterizza, fosse anche un periodo artistico/culturale lontano nel tempo….
E’ però vero anche quello che dici tu: tanto per restare nel personale, mi è capitato diverse volte di andare a Venezia, in occasione di eventi culturali non legati necessariamente alla città lagunare (che so, I Fenici a Palazzo Grassi, la Biennale di architettura, Andy Warhol…..) e dunque la fruizione “a latere” dell’immenso patrimonio artistico cittadino diventa un enorme valore aggiunto a quel che era lo scopo principale della visita; ciò fa si che l’impressione che ti rimane dalla tua visita sia favorevolmente amplificata e ti spinga a tornarci….
Il compito di un efficiente Ente del Turismo dovrebbe essere anche questo!
In Irlanda, dove non è che abbiano chissà cosa da mostrarti, a parte la natura, sono organizzati inifinitamente meglio e le pochissime cose di rilievo sono reclamizzate e segnalate decine di km prima ed abbinate a strutture di ristori o ricettive impensabili, da noi….
Giusto per citare un caso, c’è una strada asfaltata, che porta ad un grande parcheggio con regolamentare blocco servizi igienici ben mimetizzato, che è stata pensata solo per poter sostare ad ammirare “The Lake Island of Innisfree” che alla fine si rivela essere poco più di uno sputo di terra coperta di alberi a pochi metri dalla riva del laghetto….
@Maurizio2: il discorso della “fruizione a latere” mi trova d’accordissimo. C’è bisogno di una cesura, di quando in quando, per apprezzare meglio il contesto. Per contrasto, vedersi una bella mostra di arte contemporanea a Firenze, e poi uscire e trovarsi immersi nel Rinascimento, potrebbe rivelarsi un’esperienza più entusiasmante che in qualsiasi altra città, e potrebbe indurre a guardarsi intorno con uno sguardo acuito proprio in forza della contrapposizione. Ma non credo avrò mai il piacere di sperimentare l’emozione, qui a Fi :?
Comunque ormai sono abituata, e mi consolo facendo la spola con Milano, che lì le mostre sconfinanti nel Novecento non mancano mai :wink: