Gentile da Fabriano e i lucciconi
Era un sacco di tempo, che non tornavo agli Uffizi. Ogni tanto penso alle migliaia di chilometri che i turisti fanno per arrivarci da ogni parte del mondo, e mi sento un po’ un’ingrata nei confronti della fortuna che ho avuto nascendo in una città così zeppa di capolavori. Io Firenze la bacchetto, perché se lo merita. Ma ciò non toglie che, ogni volta che per andare all’università o a lavoro mi trovo a dover passare per piazza della Signoria con la sua Loggia dei Lanzi, o per piazza del Duomo con il Cupolone, o per il Ponte Vecchio, ecco, io non posso fare a meno di dirmi: son proprio fortunata, ad avere sotto gli occhi queste meraviglie ogni giorno.
Quindi, oggi sono tornata agli Uffizi, dopo…boh: otto o nove anni? Insomma: tantini. Non mi ricordavo l’impatto da sindrome di Stendhal al cospetto delle tre enormi Maestà - rispettivamente di Cimabue, Giotto e Duccio di Buoninsegna - che accolgono il visitatore nella prima sala, dedicata al Duecento. Ho vacillato, giuro, di fronte a quei tre colossi dorati.
Poi va bè, in quelle sale c’è una tale concentrazione di genio artistico, che io a metà percorso inizio sempre ad avere dei cali di concentrazione pazzeschi, causa saturazione mentale da eccesso di stimoli: bisognerebbe dedicare un giorno intero ad ogni sala, altro che. Però ogni volta c’è un’opera di fronte alla quale mi salgono agli occhi i lucciconi di commozione. L’ultima volta mi successe con la Venere del Botticelli (che tra le altre cose mi sta anche un po’ antipatica, ma insomma, fatto sta che mi commossi lo stesso); oggi invece è toccato a questo polittico qui sotto: l’Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano.

tempera su tavola con aureole e fregi stampati a ferro, 173×220cm

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Siamo agli sgoccioli con il Medioevo, in pieno periodo Tardo gotico, di cui quest’opera è un esempio lampante: “fiorita” e arabescata nelle linee, preziosissima nella decorazione, luminosa espressione di quell’estetica “cortese” permeata di eleganza e svagata raffinatezza. L’oro dell’imponente cornice lignea cuspidata si specchia nelle aureole, nei finimenti dei cavalli, negli inserti degli abiti alla maniera orientale, tra ricchi broccati e pietre preziose. Una scena ricolma di personaggi in cui tutto è descritto con dovizia di particolari, e in cui ogni elemento rappresenta un’occasione per far sfoggio di un virtuosismo esecutivo tale che ti verrebbe da sbatterci il naso contro, tanto è magnetica l’attrazione che suscita, tanto è incantata l’atmosfera, lontana da ogni terrena realtà. A questa bellezza quasi frastornante fa da contrappunto, nella predella, la delicata, sommessa sobrietà di tre scene della vita di Gesù, tra cui quella centrale - la fuga in Egitto - contiene uno scorcio paesaggistico di quelli che, non so voi, ma io vorrei poterci entrare dentro, come Mary Poppins nei disegni di Bert. Ecco.
Lunedì, per par condicio, tornerò a far visita al David alla Galleria dell’Accademia; che io quell’uomo lì lo amo, c’è poco da fare, nonostante le sue evidenti e celebri sproporzioni anatomiche (mi riferisco alle mani troppo grandi eh, cosa credevate!). Per un sacco di anni ho anche portato una sua foto a figura intera (e vorrei vedere) ripiegata a fisarmonica nel portafoglio: privilegio mai toccato a nessun fidanzato in carne e ossa, ci tengo a precisare. Poi magari vi racconto com’è andato l’incontro…con le opportune censure ;-)

è stupendo leggerti, sei un toccasana per le mie sinapsi (mi riferisco sempre a quelle rimaste in vita, ovviamente :mrgreen: )
Se debbo dir la vera e sincerissima verità, il Duecento, con tutti quei santi e madonne e signori con cerchietto dorato attorno alla testa e le stucchevoli faccette piangenti da madonnineaddolorate, dopo un po’ riempie…..però ammetto l’emozione provata, diversi anni fa, entrando alla Cappella degli Scrovegni….
Accidenti, questo signor Giotto, era centinaia di anni avanti ai suoi contemporanei! E lo percepivo io, completamente digiuno di pittura….I colori, poi…..Quel blu in particolare…….
Un paio di anni fa, dalle mie parti, venne allestita una mostra, dedicata all’opera di un critico d’arte: motivo abbastanza generico per associare opere d’arte di epoche diverse, senza nessun filo logico comune, ma ugualmente godibile; orbene, all’ingresso venivi accolto da un paio di opere tipo questa tua, mi pare una di Cimabue ed una di Giotto….ed il resto della mostra diveniva un mero riempitivo….
Tornando a quanto si diceva qualche giorno fa (e che vedo in parte ti trova concorde), trovarsi in una nebbiosa serata invernale in giro per il centro di Ravenna e farsi le stradine lastricate che costeggiano il complesso di San Vitale….beh, è una esperienza che credo non possa lasciare indifferenti; e vivere a contatto quotidiano con queste realtà è effettivamente un privilegio!
@Francesco: il solito esagerato eh! Grazie :P
@Maurizio2: ehehe…l’espressione “riempie” rende bene l’idea! Comunque non ti credere, anche io mi sono trovata tantissime volte ad esclamare “basta Madonne, per carità!”…e poi, diciamocelo: il Duecento e Trecento fiorentini sono particolarmente pallosi :wink:
Anche se, ora che ci penso, i secoli che sopporto meno in assoluto sono il Seicento e il Settecento, tranne rare eccezioni, come per esempio la più banale: il Merisi.
La Cappella degli Scrovegni è una roba pazzesca, io la visitai in preda ad un raffreddore distruttivo, ma fu ugualmente un’esperienza indimenticabile (un po’ meno, forse, per il Marito Ritrovato che mi accompagnava: gli raccontai una per una tutte le scene, dato che mi ero ben preparata guardandomi un dvd spettacolare che le descriveva nei minimi dettagli. Per curiosità, questo qui: http://www.einaudi.it/einaudi/ita/catalogo/scheda.jsp?isbn=978880617461&ed=87
Poi, a proposito di Ravenna: giusto ieri mi è arrivato il comunicato stampa della prossima mostra al MAR, “L’Artista viaggiatore. Da Gauguin a Klee, da Matisse a Ontani”, che magari ti interessa.
http://www.museocitta.ra.it/ (clicca su ‘Prossimamente’)
Anno scorso, dopo anni di rinvii, ho portato la famiglia a turisteggiare per Parigi; la visita al Louvre è stato uno dei momenti clou, ovviamente: ma non per la pittura, invero….
Eravamo interessati (e non ce ne siamo pentiti! Anzi, ci tornerei immediatamente…..) dalle sezioni babilonese ed egizia.
Accidenti, abbiamo sostato, in quasi perfetta solitudine, a 30cm dal CODICE DI HAMMURABI……!
Non è un semplice pezzo di basalto recante strane incisioni: sarà la suggestione, il rispetto per quello che ha significato (e significa tuttora) per la storia dell’umanità, ma ti sembra che stia vibrando, che ne scaturisca una sorta di energia, neanche fosse il monolito di “2001: Odissea nello spazio”…..
e nella stanza successiva, appena entri, ti appaiono i leoni alati delle mura di Babilonia…….
Beh, dopo certi incontri, tra un Guercino, un Tiziano, un Guido Reni o le decine di ritratti imperiali e la leziosa paccottiglia francese sette-ottocentesca, che differenza vedi più?
Ma con una notevole eccezione: vicino alla celebrata Gioconda, molto meno in evidenza, c’è il quasi miracoloso “San Giovanni Battista” di Leonardo…..
aggiornato il link… :)
@Maurizio2: dev’essere stata una bella esperienza davvero! E capisco quello che intendi :-) Sai che io al Louvre non ci sono mai stata? Visitai l’Orsay, ma a metà visita me ne uscii: troppi capolavori concentrati in un unico luogo, ero frastornata, mi venne una specie di rigetto!
So che può sembrare strano, ma alla fine decisi di non mettere piede al Louvre, e di optare per una lunga passeggiata lungo la Senna… A me l’arte fa spesso questo effetto: come mi accade con ogni passione eccessiva, del resto.
@sarmizegetusa: grazie! :D
Io resto sconvolto dai maestri artigiani che hanno eseguito la cornice. Questi poveracci sono rimasti e resteranno sempre anonimi ma hanno collaborato a rendere sublime questa opera e tante opere incredibili!! Ricordo di aver visto a Siena la mostra Beccafumi eil suo tempo e restai stravolto dall ricchezza delle cornici.
Io ho scritto un romanzo a proposito dei lavoranti delle botteghe rinascimantali
si titola ” ROSSO” suggestioni in Santa Chiara, chi lo vuole leggere mi scriva indicando la mail..tranq e’ gratis