Vada per Magritte e i Neo-impressionisti
In questi giorni, tra una lezione e l’altra (menzione d’onore per il corso di Storia della miniatura: il più affascinante di questo primo semestre), ho pensato: e pensare che prima facevo una trasferta al mese, e ora invece no, passa un sacco di tempo tra un vagabondaggio e l’altro. Non va mica bene questa cosa qui.
Allora mi son messa d’impegno per definire incontrovertibilmente la destinazione della mia prossima trasfertina, così da mettere il futuro davanti al fatto compiuto, che è sempre la miglior cosa (quasi sempre, ok).
Prima di tutto, ho fatto due conti: da qui a Natale mi posso concedere solo un’uscita in terra straniera. Quindi, mi son detta, a maggior ragione va scelta con estrema oculatezza. E fin qui.
Sono partita con l’intenzione di attenermi stoicamente al “programma” previsto per novembre, che era in sostanza quello di dibattermi come una balena spiaggiata - la sofferenza sarebbe più o meno la stessa; sulla stazza invece non mi pronuncio - tra i brandelli del mio amaro passato rimasti impigliati tra Tivoli (Roma) e dintorni: soprattutto Villa Adriana e Villa Gregoriana, a voler essere precisi. Però, ho pensato, c’è sempre tempo per soffrire più di quanto non stia già soffrendo. Per fortuna ho un’autonomia di dolore non indifferente: con un “pieno” vado avanti anni e anni. Per ora siamo a otto. E scusatemi se è poco (si ride per non piangere, ovvio. Che tanto ormai, piangere, serve a poco). Quindi: rimandiamo. Prima opzione depennata.
Dopo è stata la volta di Venezia: novembre secondo me è il suo mese. E poi, già che c’ero, sarei tornata a Palazzo Grassi a vedere questa mostra qui sull’arte italiana dal 1968 ai giorni nostri (visitate il sito, per curiosità: è scomodissimo, ma in compenso è proprio ganzo :mrgreen: ), nonostante abbia dei seri problemi di comunicazione con l’arte a partire dalla seconda metà del Novecento. La maggior parte delle volte si tratta proprio di un disgusto atavico, c’è poco da fare. Nonostante ciò, non demordo: quando mi capita, le concedo l’opportunità di rivalutarsi ai miei occhi scettici e, chissà, probabilmente ottusi. Non sia mai che, per dire, davanti all’ennesimo “Concetto spaziale” di Fontana (quello “dei tagli”, per chi non frequenta), un giorno non mi capiti di venir investita dall’illuminazione. A quel punto potrei anche smettere di affermare che la cosiddetta “arte contemporanea” non è altro che uno squallido gioco di mercato che smuove quantità immoralmente esorbitanti di denaro e che si auto-incensa e auto-assolve in forza di questo presunto “valore” monetario che cela in sé il vuoto assoluto. Perché, per farvi un esempio, la prima volta che tagli una tela, ok, si tratta di una provocazione intellettuale, di una “profanazione” del supporto per antonomasia, dell’introduzione della terza dimensione…ma non puoi continuare a tagliare e bucherellare tele tutta la vita e a dirti, in forza di questo, “artista”. Non puoi. E chi se ne frega se ogni tela bucata ha un valore economico stratosferico. Dal mio punto di vista, son tutte tele sprecate.
Insomma, alla fine, ho depennato anche questa opzione.
Sull’onda di questa insofferenza contemporanea, l’alternativa numero 3 ha virato prepotentemente verso il medievale: Assisi, la Basilica Superiore di San Francesco, gli affreschi di Giotto! Ah… splendore! Sono anni e anni che mi riprometto di andarci, nonostante ce l’abbia a “pochi passi” da casa. Ma si vede che i tempi non sono ancora maturi, dato che anche Assisi, alla fine, è stato cassato, a causa dell’emergere della quarta ed ultima ipotesi: Milano.
A Milano - mi son detta - , in autunno c’è sempre uno scatafascio di mostre. E che mostre (di solito, almeno). E poi c’è Brera, che a me tornarci non mi dispiacerebbe, ma proprio per niente mi dispiacerebbe (ci son dentro i miei due Cristi preferiti: quello morto del Mantegna, e quella alla colonna del Bramante). E l’Ambrosiana, che l’altra volta mica me la son vista, ora che ci penso: la Cesta del Caravaggio mi manca all’appello.
E sapete cos’altro mi manca? Il Cenacolo di Leonardo. Appena prenotato per le 18.30 dell’11 dicembre; tra l’altro, per gli studenti in Storia dell’Arte è gratuito: meraviglia delle meraviglie :mrgreen: (se volete esplorare nei dettagli la sua versione a 16 miliardi di pixel, andate qui).
Anche sul versante “mostre”, mi ritengo sufficientemente soddisfatta. Palazzo Reale mi terrà in caldo due appuntamenti di tutto rispetto: “Seurat, Signac e i neoimpressionisti” e “Magritte. Il mistero della natura”.
Non mi strappo i capelli dall’emozione, considerando che i neoimpressionisti li reputo esteticamente assai appaganti, ma emotivamente algidi; e Magritte è l’unico artista di cui abbia già visto due corpose retrospettive, una a Parigi e l’altra a Roma, tanti anni fa, in una Pasqua che è stata e rimarrà la più bella della mia vita.
Ma insomma: poteva andarmi peggio.
Vi sentite sufficientemente tediati? Ottimo. L’importante è che io sia finalmente riuscita a prendere una decisione definitiva circa la mia trasferta pre-natalizia: e Milano sia! ;-)

Se ti piace Van Gogh, sabato prossimo a Brescia apre una mostra dedicata a lui http://www.terramica.eu/it/page.asp?parametro=elenco_cat&id_cat=7 . 85 disegni e 15 quadri, il curatore è Marco Goldin di Linea d’Ombra. Se vieni, potremmo pure conoscerci :-) !
Milano? :) Io sono qui!! Beh dipende quando ci vieni… ma Milano è brutta! Non l’avrei mai scelta come destinazione per un viaggio di piacere… dai che qui è tutto grigio! Forse in periodo sotto Natale saranno belli gli addobbi, quello ammetto di non averlo ancora mai visto!
Interessante l’idea di queste piccole trasferte programmate, ottime per rigenerarsi e staccare un po’ dallo stress quotidiano! Io fino a un paio di anni fa facevo un viaggetto sempre in primavera ma per motivi lavorativi quest’anno questa piacevole abitudine è saltata!
Tra le tue mete trovo interessanti sia Assisi che Milano, forse però avrei scelto la prima, pur non avendola mai vista Milano la immagino effettivamente grigia anche se credo sarà una delle prossime mete di qualche trasfertina visto che una coppia di amici si è trasferita lì e il mio ragazzo scalcia per andarli a trovare!
Anche la proposta di HermionrGinny su Brescia non è affatto male…
buon weekend e un abbraccio!
PS:ottima scelta milano… tivoli è più primaverile e venezia… puoi andarci quando vuoi tanto è speciale!!!
@HermioneGinny: ma sai che nel ballottaggio finale c’era anche Brescia in realtà, e proprio per la mostra del Goldin!
A me quell’uomo lì, detto tra noi, non mi sconfinfera granché: è troppo enfatico e imbevuto di strategie di marketing per i miei gusti… Però bisogna ammettere che il suo lavoro lo sa fare: alla fine riesce a portare in Italia delle opere mica da poco, e tanto basta per farmelo sopportare :wink: E poi, il Complesso di Santa Giulia mi piace tantissimissimo!!!
Solo che a Brescia ci son venuta l’anno scorso, e da Milano invece manco da qualche anno.
Ma non è detta l’ultima parola. Proprio oggi stavo pensando che, università ed euri permettendo, vorrei comunque riuscire a farci un salto poco prima della chiusura (che se non sbaglio è a fine gennaio): se la cosa andasse in porto, te lo faccio senz’altro sapere! :D
@Lorenzo & Daria: spezzo una lancia in favore di Milano, che oltre all’oggettivo “grigiore” ha un sacco di talenti nascosti e un fascino tutto particolare, se si è disposti a guardarla con occhi curiosi e un po’ meno prevenuti! :D
Almeno per quanto riguarda la mia esperienza, farci un viaggetto “di piacere” significa venire letteralmente SOMMERSI da una valanga di stimoli culturali ed artistici! A partire dalle sedi espositive permanenti, che custodiscono alcuni capolavori della storia dell’arte mondiale tali da non sfigurare assolutamente di fronte alle più blasonate - e imbalsamate - città d’arte (tipo Firenze, per dire), a mio avviso. Per non parlare delle mostre temporanee, che sono le uniche insieme a quelle romane a poter competere con i grandi appuntamenti delle principali capitali europee! E poi le gallerie, che danno tantissimo spazio anche alla fotografia e alla contemporaneità…
Insomma, secondo me è una città assolutamente da rivalutare, culturalmente parlando. Peccato solo sia piena di milanesi :mrgreen:
@LauBel: hai ragione, le ville di Tivoli me le tengo in serbo per la primavera! Che poi, essere tristi in primavera, è un po’ più difficile, la qual cosa sicuramente mi tornerà utile :wink:
C’è una mostra interessante anche a Bologna, quella su Amico Aspertini.
A Milano ci sono stato, per qualche ora di turismo, solo una volta, diversi anni fa: sono rimasto particolarmente male impressionato dal contesto urbano che sovrasta e soffoca la bellissima chiesa di Sant’Ambrogio.
Sarà perchè, vivendo all’ombra di Sant’Apollinare, basilica che domina incontrastata il panorama per chilometri e chilometri attorno, vedere un monumento simile annegato nel traffico di una città moderna….mi ha davvero fatto male!
@Maurizio2: bè sì, il contesto urbano a Milano impera su ogni altro, giocoforza. Ricordo anche io il contorno desolante di Sant’Ambrogio… Ma c’è anche da dire che Ravenna e Milano sono realtà talmente diverse tra loro, imparagonabili!
Comunque, secondo me il “mordi e fuggi” a Milano è deleterio, è una città che ha bisogno di più tempo rispetto alle altre per iniziare a “parlarti”, per svelare un volto diverso da quello che tutti si aspettano da lei. Anche per questo mi piace…da questo punto di vista, un po’ ci somigliamo (nonostante io sia l’antitesi della produttività :wink: ).
Ma tu vivi vicino a Sant’Apollinare Nuovo, o a Sant’Apollinare in Classe, quella un po’ fuori città? Io la seconda purtroppo non ebbi tempo di visitarla, però il resto dei mosaici ce li facemmo proprio tutti: serbo un ricordo particolarmente vivido di San Vitale…mamma mia che spettacolo che è quel posto lì!!! :o
a Classe; la basilica è praticamente lo “Stretto di Gibilterra” del paese: se devi entrare o uscire dal paese ci devi passare davanti per forza