Sfida dei Premi Nobel

Una sfidina tranquilla e leggera, che consiste nel leggere 4 libri di 4 autori diversi, purché vincitori di un Nobel per la letteratura (elenco cronologico di tutti i premiati, su Wikipedia).

Durata sfida: 1° novembre 2008 - 31 marzo 2009
Sfida terminata il: 13 gennaio 2009

La mia lista:

1) Knut Hamsun, Sotto la stella d’autunno (Nobel 1920) ★★
(in comune con la Sfida dell’area geografica sconosciuta)
Motivazione per l’assegnazione del Nobel: «…per il suo monumentale lavoro, Il risveglio della Terra»

2) Albert Camus, La morte felice (Nobel 1957) ★★
Motivazione: «…per la sua importante produzione letteraria, che con perspicace zelo getta luce sui problemi della coscienza umana nel nostro tempo»

3) Imre Kertész, Kaddish per il bambino non nato (Nobel 2002)
Motivazione: «…per una scrittura che sostiene l’esperienza fragile dell’individuo contro l’arbitrarietà barbarica della storia»

4) Jean-Marie Gustave Le Clézio, Il verbale (Nobel 2008)
Motivazione: «…autore di nuove partenze, avventura poetica e estasi sensuale, esploratore di un’umanità al di là e al di sotto della civiltà regnante»

Immagine di Sotto la stella d'autunnoImmagine di La morte feliceImmagine di Kaddish per il bambino non natoImmagine di Il Verbale

Bilancio: pessimo! :( Il libro di Kertész l’ho addirittura abbandonato a metà, nonostante fosse un libretto di appena 100 pagine. Ho cercato di orientarmi verso letture un po’ più “originali”, evitando i grandi capolavori dei vari premi Nobel, alla ricerca di qualche titolo meno conosciuto…ma il risultato è stato proprio deludente, e la sfida è da considerarsi persa. Uffi!

11 chiacchiere

Maurizio2 scrive: Rispondi 25 ottobre 2008 - 08:08

Sto cercando di proseguire sulla scia “alfabetica”, ma dopo la deludente lettera “D” (Junot Diaz, Premio Pulitzer 2008, mah….) e l’interludio con il buon Aldo Busi di “Cazzi e canguri (pochissimi i canguri)”, per la lettera “E” avevo puntato sull’Umberto Eco de “il pendolo di Foucault”, ma è un mattone improponibile in viaggio, così ho ripiegato su un Iperborea, “Il libro di Blanche e Marie” di tale Enqvist….le prime 60 pagine sono però un martirio per il lettore, vedremo il resto….poi ho dietro anche la lettera “F” (John Fante)….per la “G” ho scelto l’ultimo libro di Amitav Ghosh, che però mi aspetta a casa a causa delle dimensioni (altro mattonazzo di 600 pagine)….

Questa dei Nobel è troppo facile, la snobbo….

Maurizio2 scrive: Rispondi 25 ottobre 2008 - 08:14

A proposito della giuria svedese: Un premio di livello mondiale per la letteratura che non è stato mai assegnato a Jorge Luis Borges….beh, perde molto del suo significato; soprattutto quando lo si assegna poi a Gabriel Garcia Marquez con la motivazione che “è il più borgesiano degli scrittori”.

barbottina scrive: Rispondi 25 ottobre 2008 - 14:40

@Maurizio2: non dirmi altro sul Libro di Blanche e Marie che ce l’ho anch’io in lista d’attesa per la Sfida della Scandinavia! ;-)

A proposito di “martirio”…sto faticosamente avvicinandomi alla fine di Auto da fé, quota pagina 450. Lo sto portando a termine per una questione di principio, e non vedo l’ora di poter passare ad altro. Il mio giudizio non è radicale come il tuo, ma sai che anche a me non sta piacendo affatto? :roll: Bè, comunque ne parlerò meglio una volta finito.

Per quanto riguarda il Nobel, son d’accordo con te: è un riconoscimento che lascia il tempo che trova. La premiazione di Le Clézio, poi, moltiplica all’ennesima potenza ogni perplessità riguardo i meccanismi che portano alla nomina dei vincitori… Però non ti nascondo di essere curiosissima di leggermi Il verbale: chissà, magari questo emerito sconosciuto si rivela un geniaccio letterario! :wink:

Di Fante cosa ti leggi? A me la saga di Bandini non piacque per niente…però in compenso ho letteralmente adorato Full of life!

PS: da che parte di mondo stai scrivendo? Johannesburg?

Maurizio2 scrive: Rispondi 26 ottobre 2008 - 11:31

A Johannesburg mi sono fermato solo un giorno, all’arrivo quaggiù; in questo periodo sono in Malawi: ieri a Blantyre (una delle due città grandi, con tanto di aeroporto internazionale), per questa settimana dovrei stare a Liwonde, sul fiume Shire…..Il Malawi è effettivamente un Paese bello, tranquillo e a vocazione turistica (guarda la cartina e te ne renderai conto)…..c’è la moglie di un collega, alle soglie della pensione, che sta pensando di trasferirsi qua definitivamente, quando sarà il momento.

Di John Fante non conoscevo niente: ne ho approfittato per la coincidenza con la lettera iniziale del suo nome….tutti parlano benissimo di “Chiedi alla polvere”, ma leggendo le presentazioni dietro ho preferito l’ultimo libro che ha scritto, “Sogni di Bunker Hill”.

Visto che lo vuoi leggere, de “Il libro di Blanche e Marie” non ti dico niente, tranne che migliora, con il prosieguo….ma non l’ho ancora finito: ne parleremo quando lo avrai letto anche tu; se per caso ti interesserà approfondire l’Autore, FORSE (ma non sono sicuro) a casa ne ho un altro, di questo Enqvist, che dovrebbe essere “Il medico di corte”.

Di “Auto da fè” la cosa che mi ha più indisposto è stato il voler essere spiritoso (o il credere di esserlo) da parte di uno che non ha il benchè minimo senso dell’umorismo: mi sono sentito in imbarazzo io per lui, leggendolo….E a questo qua hanno dato pure il Nobel….

Gabriella scrive: Rispondi 27 ottobre 2008 - 08:05

Di Le Clézio non ho ancora letto nulla, ma il fatto di non averlo letto non mi fa sentire autorizzata a dire a priori che non vale nulla.
Le Clézio è uno sconosciuto in Italia ma è tradotto e pubblicato in tutto il mondo. Non facciamo l’errore di pensare che se una cosa non è conosciuta da noi non vale un fico secco.
Peccato non ti piaccia “Auto da fe”, uno dei libri più belli e importanti del ‘900…Io ai tempi l’ho letteralmente divorato e credo proprio sia venuto il momento di rileggerlo. E poi scusatemi, ma liquidare con uno sprezzante “questo qua” Canetti, l’autore di splendidi libri come “La lingua salvata”, “Le voci di Marrakesh” e “Massa e potere” (testo fondamentale e da tempo un classico di riferimento) mi sembra davvero riduttivo (uso un eufemismo).
Io credo sia legittimo dire di un libro o di un autore “a me non piace”. Credo sia scorretto tradurre questo “a me non piace” in un automatico “non vale nulla”.
A me non piace come scrive la Duras, tanto per fare un esempio, ma non mi sogno di dire che la Duras non vale nulla solo perchè a me non piace.

P.S. Il verbale è finora forse l’unico libro di Le Clézio reperibile in italiano, ma è uno dei suoi primi libri (forse addirittura il primo, se non ricordo male). Da quanto ho letto su di lui, da allora ha cambiato molto lo stile di scrittura quindi probabilmente leggere solo Il Verbale non consente di farsi un’idea complessiva di questo scrittore.
Io aspetto, per leggerlo, che pubblichino in italiano anche altri suoi libri.
Ciao

Maurizio2 scrive: Rispondi 27 ottobre 2008 - 08:31

Gabriella: “La lingua salvata” e gli altri libri di Canetti saranno anche delle meraviglie, ma il suo unico tentativo di produrre un tomanzo, appunto questo celebrato “Auto da fè” non mi pare si possa definire riuscito: un libro dove ti devi far forza, girando la pagina, pensando che ne manca una di meno alla fine, beh…..

Parafrasando Nino Manfredi:
“La lettura è un piascere: se non è bbona, che piascere è?”

La soggettività: esistono senz’altro persone che hanno apprezzato “Auto da fè”, come esistono persone che hanno apprezzato, ad esempio, “Il dio del fiume” di Wilbur Smith; quando, su IBS, ho provato a dire che questo libro era una porcheria, sembrava che avessi messo in discussione la verginità della madonna….Anyway, sia Wilbur Smith che Elias Canetti, premio Nobel vinto o meno, sono due Autori con i quali non sono affatto in sintonia e leggere un loro libro mi è bastato ampiamente;
un altro detto popolare dalle nostre parti è “non devi bere tutta la bottiglia per sapere se il vino è buono”.

barbottina scrive: Rispondi 27 ottobre 2008 - 08:50

@Gabriella: sono d’accordo riguardo Le Clézio. Se lo stessi giudicando negativamente, così, a priori, basandomi solo su dei pregiudizi, credi che mi sarei comprata un libro suo? Ovviamente, no.
Al contrario, sono curiosa di scoprire un autore di cui non conoscevo l’esistenza fino a poco fa, e lungi da me l’idea di pensare che “non valga un fico secco” solo perché non è conosciuta da noi. Ma ci mancherebbe altro, gabriella.

Ti prego di non confondere qualche “frecciatina” sarcastica e scanzonata circa l’oggettivo stupore derivante dalla sua premiazione (a fronte di tanti altri nomi che ci si potevano aspettare), con qualcosa di più “serio”.
Per quanto mi riguarda, non ho MAI giudicato un libro in base a dei pregiudizi, e non mi azzardo per principio ad esprimere un giudizio senza prima averne conclusa la lettura. Questo vorrei fosse chiaro.

Ma ci tengo che tutto questo conviva pacificamente con la libertà di prendere in giro, quando capita, il mondo dei libri, degli scrittori e compagnia bella. Per me è una cosa assolutamente fondamentale, rompere questa deferenza - che a lungo andare mi diventerebbe insopportabile - nei confronti di tutto ciò che è letteratura.

Per quanto riguarda Canetti, andiamo per gradi.
Il fatto che un qualsiasi lettore di questo blog esprima un’opinione e usi determinati toni circa un qualsiasi argomento, non significa che io, automaticamente, la sottoscriva. Mi piace che chiunque possa dire la sua, ma ciò non vuol dire che io sposi ogni volta la causa, mi sembra ovvio.

Ho terminato Auto da fé giusto ieri sera, e sì, per me non è stata una lettura piacevole.
Ma non mi passa neanche lontanamente per la testa di affermare che “non valga nulla”, né mi sognerei mai di usare toni sprezzanti nei confronti di un libro di cui comunque riconosco l’importanza, al di là del mio personale giudizio.
Ad ogni modo, se anche li usassi, sarei ben conscia di star parlando solo a mio nome: i giudizi “universali” non mi interessano, semplicemente perché non credo possano esistere (almeno per quanto riguarda i libri).

Perdona la pedanteria, ma non mi piace che mi si mettano in bocca parole che non solo non ho mai detto né scritto, ma neanche pensato.

Per concludere: il mio parere circa questo libro sarà assolutamente - e ben consapevolmente - soggettivo, e non pretende di “valere di più”, imporsi o sostituirsi all’idea di chiunque altro.
E così dovrebbe essere anche il tuo “è uno dei libri più belli del ‘900″, a mio avviso. E’ un’affermazione, la tua, che ha un valore e una legittimità identiche alla mia che è di segno opposto.

Gabriella scrive: Rispondi 27 ottobre 2008 - 12:05

Lungi da me voler polemizzare, perciò non insisto.
Spero che le prossime letture ti siano più lievi…
Ciao

barbottina scrive: Rispondi 27 ottobre 2008 - 20:06

@Gabriella: ti ringrazio. In fondo, cerco sempre di trarre qualcosa di costruttivo anche dagli incontri con libri meno graditi. Quindi ben vengano anche loro, di tanto in tanto.

Ad ogni modo, credo sia di gran lunga più importante di qualsiasi libro, in generale, l’evitare di imputare comportamenti e pensieri ad una persona basandosi esclusivamente su un’interpretazione sommaria - che, non si sa come, arriva a snaturarne completamente lo spirito - di ciò che viene espresso. Tutto qui. Son cose che mi danno profondamente fastidio, che vuoi farci.

Non comprendo questa necessità di difendere a spada tratta un libro che si ama, nel momento in cui qualcun altro ne parla in toni negativi. Non lo comprendo, perché mi pare la cosa più naturale - e salutare - del mondo, che ciò che io amo possa finanche ripugnare qualcun altro.
E il bello è proprio che in certi casi la “ragione” non sta da nessuna delle due parti (o sta invece da ambedue, fa lo stesso): pensare il contrario io lo considero un peccato di presunzione, sia dall’una che dall’altra “parte”.
Un saluto, e buone letture.

Alberto scrive: Rispondi 9 novembre 2008 - 23:49

Congratulazioni per il primo posto. Hamsun è eccezionale. Se non l’hai letto ti consiglio “Vagabondi”.

barbottina scrive: Rispondi 11 novembre 2008 - 23:49

@Alberto: di Hamsun non ho ancora letto niente, ma mi incuriosisce molto questa sua tematica del “vagabondaggio”, dell’erranza. Quindi grazie del consiglio! Lo terrò sicuramente presente :-)