Minuzzoli esistenziali
Scusate, vado un po’ di fretta. Ma ormai ho preso questa abitudine di prendere appunti sulla mia sgangherata esistenza, per evitare di dimenticarmi chi sono, cosa faccio, dove sto andando. E quindi. Disordinato e fugace aggiornamento:
1) stamattina, prima della lezione di Storia medievale, ho telefonato ad una persona di cui non avevo notizie da tre mesi (e con la quale, prima di questi tre mesi, ho condiviso tre anni di vita, seppure in maniera un po’ originale). L’ho aggredita con la scostumatezza che mi è propria, in preda ad una incazzatura repentina quanto irrefrenabile, circa una situazione che a rigor di logica non mi avrebbe dovuto minimamente riguardare (anche questo è un mio marchio di fabbrica). Gli ho detto che lo odio, e che mi manca, e che gli voglio bene, e che sono tremendamente gelosa. Giusto o sbagliato che sia, e a prescindere dalle eventuali conseguenze che tutto questo potrà avere, l’ho fatto. E mi sono sentita meravigliosamente bene, dopo. Io non la sopporto, la diplomazia. (dannata indole passionale del cavolo: i tre quarti delle mie sventure esistenziali dipendono da lei).
2) in questi giorni sto sviluppando una preoccupante dipendenza nei confronti delle caramelle Ricola alle erbe alpine. Oggi al bar ne stavo pagando un pacchetto, poi ho detto “me ne dia due, così non rischio di rimaner senza”. Il barista mi ha guardato con perplessa diffidenza. Io ho abbassato gli occhi, ho agguantato le mie Ricola e sono sgattaiolata via, conscia della mia colpevolezza. Son momenti difficili, vi assicuro. Compatitemi.
3) ieri l’altro mi era venuta l’idea di iniziare a collezionare segnalibri. Ero eccitatissima all’idea, non vedevo l’ora. Poi ieri ho pensato che non mi manca altro che iniziare a collezionare segnalibri, e ho soffocato senza pietà il mio neonato entusiasmo collezionistico. Oggi non so, sono preda di amletici dubbi al riguardo. Anche questi, non c’è dubbio, son momenti difficili. Cosa credete.

4) domani l’Ateneo fiorentino, in segno di protesta e per sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo la disastrosa legge 133 (tagli drastici agli Atenei italiani che mettono in serissimo e concreto pericolo la sopravvivenza dell’Università pubblica. A seconda dei casi, i vari Atenei si avvieranno: _ verso la chiususa _ verso la privatizzazione. Maggiori info), ha indetto una giornata intera di “lezioni in piazza”. Ogni Facoltà si installerà in una delle piazze di Firenze, così che anche il più sprovveduto passante abbia l’opportunità di riflettere circa il valore smisurato e INDISCUTIBILE dell’istruzione pubblica, beneficiandone anche solo per un’oretta. Quindi, se siete di Firenze e vi va di seguire una lezione, per esempio, di Storia, fate un salto in piazza Indipendenza; preferite la Filosofia?, fate rotta verso piazza Savonarola; Ingegneria, invece, la trovate in piazza Leopoldo; e così via.
Per quanto mi riguarda, credo che mi installerò perlopiù in piazza Santissima Annunziata, dove si terranno le lezioni di Storia dell’arte, e dalle 9 alle 17 si parlerà, tra le altre cose, di: “Perchè studiare storia dell’arte fa bene alla vita” - “Gli inizi di Piero della Francesca a Sansepolcro negli anni Trenta del Quattrocento” - “Il Brunelleschi e le sue fonti Paleocristiane e Romaniche” - “La miniatura insulare”. Esserci sarà entusiasmante al pari di quanto è importante.

Mio figlio frequenta la seconda media; tra circa un anno dovrà pre-iscriversi ad una scuola superiore e, bene o male, dovrà scegliere l’indirizzo dei suoi futuri studi (=> formazione => futuro lavoro….). Io sono già adesso preoccupato per lui, che probabilmente uscirà dall’Università solo tra almeno 12 anni……
Comunque (un consiglio GENERALE); è auspicabile privilegiare, nell’educazione sia di noi stessi che dei nostri figli una buona (sarebbe meglio OTTIMA) conoscenza di ALMENO una lingua straniera: con le prospettive che ci si aprono davanti, tra recessione globale ed enormissimissima miopia politica dei nostri governanti (NON SOLO I BELUSCONIDI: ANCHE I PRECEDENTI NON E’ CHE AVESSERO MOSTRATO UNA GRANDE LUNGIMIRANZA….) l’emigrazione intellettuale non può che aumentare, nei prossimi anni; anzi, diventerà una necessità!
Prima di tutto complimenti per il punto 1, ho sognato spesso di fare qualcosa di simile ma la mia eccessiva diplomazia mi ha sempre trattenuto, deve dare una sensazione di pace e liberazione notevoli!
Per il punto 4 la situazione è davvero pessima, anche qui da me si stanno cercando di realizzare delle iniziative ma quella che descrivi tu mi sembra davvero interessante, un modo per sensibilizzare e attirare l’attenzione su un problema senza ricorrere a soluzioni drastiche o forme di protesta aggressive…domani con il pensiero io sarò a piazza Savonarola!
@Maurizio2: d’accordissimo sulla necessità di una lingua straniera…anzi, meglio ancora due: l’inglese è indispensabile ormai, anche per il lavoro più “umile”, non solo per l’eventuale emigrazione intellettuale. Anche se vuoi andare a fare la commessa da Calzedonia, per dire, senza la “buona conoscenza della lingua inglese”, te lo puoi scordare. Per quanto riguarda la seconda, io opterei per il cinese! Mi sa che tra un po’ non si potrà fare a meno neanche di quello :roll:
@Daria: a me è parsa un’iniziativa civilissima ed efficace, quella delle lezioni in piazza. Purtroppo però la situazione è messa veramente ma veramente male (ne parlavamo oggi con la profe di Storia della miniatura), e il corpo docenti è scoraggiatissimo circa l’effettivo ascolto che queste proteste avranno in sede di Governo.
Io ahimé non mi stupisco: la cultura, l’arricchimento personale e intellettuale dell’individuo, contano meno di zero al cospetto della produttività ad ogni costo. Sarebbe più semplice se ci trasformassimo tutti in automi, buttando una buona volta alle ortiche questa cosa fastidiosa e superflua che si chiama “anima” (nel senso eminentemente laico del termine). Tutti in giacca e cravatta, con in mente la canzoncina “Menomale che Silvio c’è”: sono sicura che questo è il loro sogno più grande. E non ci sarebbe niente di male, se non fosse che sono alla guida del paese. Va bè. Meglio che mi fermi qui :|
Per quanto riguarda il punto 1, effettivamente mi sono sentita sollevatissima e in pace con la mia coscienza, dopo. E sì che un po’ mi è costato, perché sono una persona fondamentalmente incatenata dal proprio orgoglio… Ma ne è valsa la pena, e lo rifarei. Tenermi dentro i sentimenti non mi è mai riuscito, nel bene e nel male: dopo un po’ ho sempre finito per esplodere…con conseguenze talvolta disastrose, ad onore del vero :wink:
Anche da me stanno cercando di organizzarsi in qualche modo per arginare l’impellente disastro provocato dalla legge 133, gli studenti si sono riuniti in un’assemblea permanente sollecitata e coordinata da parecchi professori, proprio ai corsi infatti hanno reso nota questa legge e i tagli all’istruzione pubblica che comporterà! Fino ad ora però nessun risultato concreto!
Ho letto affianco che le lezioni in piazza sono state rimandate per il cattivo tempo, che peccato, era davvero una bella iniziativa! Ma è stata rimandata o completamente cancellata?
@Daria: no no, per fortuna era un falso allarme! Il tempo si è rimesso in fretta e le lezioni alla fine ci sono state, solo con un po’ di ritardo sulla tabella di marcia. C’è stato anche un passaggino alla tv, in un tg, ma solo quello su La7… :?
Anche noi abbiamo un’assemblea permanente, manifestazioni a raffica e giovedì 30 ottobre uno sciopero generale. Per non parlare delle scuole superiori, che a Firenze sono tutte (e dico tutte!) occupate. Mah, vediamo come andrà a finire. Speriamo bene… :roll: