Il pieno di fantasia, grazie

Son pronta per un’immersione filosofico-fantasiosa in quel di Modena. Domani mattina salgo sul mio consueto regionalino che impiega 1 ora e 53 per fare Firenze-Bologna (!), con destinazione la mia terza edizione del Festivalfilosofia, che quest’anno ha per tema la fantasia. Chissà perché, ho il sospetto che questo atunno-inverno ne avrò un gran bisogno, di immaginazione; meglio farne scorta, allora, riempirsene le tasche finché c’è posto.
Sono contentissima di andarci, anche se non sembra. Il fatto è che mi sono beccata il virus gastrointestinale proprio alla vigilia della partenza, perciò ho il brio di uno zombie col maldistomaco: sto tamponando la situazione a forza di Plasil, e spero in bene :? Nel frattempo barcollo e ho i pensieri ridotti in pappetta (mi sa che si intuisce ;-) ). Ma sono idealmente entusiasta. Fine del bollettino medico.

Per la prima volta, niente ostello, bensì una stanzetta tutta per me dalle pareti azzurre e dai mobili in legno dipinto di bianco: segno che probabilmente sto invecchiando (sì, ok: più che una probabilità è una certezza), o che semplicemente reputo opportuno assecondare il mio strenuo bisogno di solitudine.
L’ultima volta passai una nottata intera a chiacchierare di equilibrismi sentimentali con una emerita sconosciuta trentina - Angela, mi pare si chiamasse - con cui mi trovai a dividere la camera: ci dicemmo tutto, ma proprio tutto, con quella confidenza spudorata patrimonio esclusivo degli incontri tra estranei destinati a rimanere tali.
Bello. Ma quest’anno chiacchiere di tal genere non mi sarebbero congeniali. Stavolta preferisco avere come unici compagni di stanza Ingeborg Bachmann e Laurence Sterne: che, se anche capita che mi pongano incalzanti domande sul come e sul perché dell’esistenza, perlomeno non si aspettano una risposta così su due piedi. Che io son proprio a corto di risposte, ultimamente. Non so se si era capito. Ah ecco.

Considerato il periodo che sto attraversando, così dannatamente tenuto in ostaggio da ricordi degni del peggior decadentismo, è un sollievo constatare come Modena non sia dimora di languide reminiscenze, al contrario di quanto accade con altre città italiane. Anzi. A dir la verità è la depositaria di spensierate memorie legate ad una “fiamma” emiliana di cui ho ancora in mente gli occhi del colore del bosco (il più bel verde in cui abbia avuto il privilegio di perdermi), la parlata (perché un emiliano, se apre bocca, mi ha già per tre quarti conquistata) e il fatto che sia stato il miglior amante mai incontrato (uh sì, ora che ci penso, son proprio bei ricordi! :mrgreen: ). Ma la cosa più esaltante è che non mi è mai mancato, dopo.
Se non temessi di svelare il mio bieco sotterfugio analgesico (= scaccia via il dolore a suon di cinismo), direi che con lui fu così sconsideratamente bello proprio perché non ci amavamo. Quindi non lo dico. Però lo penso (breve ed amaro sogghigno). E penso anche, di sfuggita, a quella cristallina frase di Céline che recita: “l’amore è l’infinito abbassato al livello di un barboncino” (Céline è insostituibile, in quanto a sfrontatezza e disillusione. Per questo lo adoro. Per questo mi serve).

Ok, ho vaneggiato abbastanza. Mi aspettano tre giorni zeppi di stimoli, un sacco di mostre da visitare e un numero esorbitante di “lezioni magistrali” da seguire con la mia solita aria estatica (anche se spesso capisco un terzo di ciò che viene detto): Jean-Luc Nancy, Remo Bodei, Emanuele Severino, Marcel Detienne, Ermanno Bencivenga…e scusatemi se è poco! Preparatevi, perché dovrete sorbirvi un resoconto dettagliato, al mio ritorno :-D

Quindi, carissimi, ci leggiamo la prossima settimana. Saluti a chi passa!

4 chiacchiere

LauBel scrive: Rispondi 18 settembre 2008 - 13:43

mamma mia che bello! verrei con te se potessi ma… stanze separate, altrimenti troppe chiacchiere!!! aspettiamo un resoconto dettagliatissimo, eh? un salutone :D

Ivy scrive: Rispondi 18 settembre 2008 - 15:35

Che bel sito, complimenti! L’ho trovato grazie a Nuvolette Colorate.
Mi è piaciuto quanto hai detto delle chiacchiere con gli sconosciuti. Io ho sempre viaggiato molto in treno, e spesso mi è capitato di accogliere le confidenze più intime (ricordi di gioventù con tanto di lacrime, confessioni di tradimenti e via dicendo) da parte di persone viste solo una volta e mai più.
Ripensandoci, ci si potrebbe scrivere un libro! :wink:

Capitano scrive: Rispondi 19 settembre 2008 - 10:12

Capirai qualcosa di quello che diranno?? almeno fai un bel po’ di foto in giro per Modena!! eheheh sono sempre cattivo! Comunque ti invidio, io ho sospeso i Viaggetti almeno fino all’anno nuovo, perchè sto risparmiando per la reflex (mi sono deciso anche sul modello, sai?).

Quando torni magari fatti sentire… oppure ci sentiamo solo una volta ogni tre anni?!?!?!

BUENA VIDA

Daria scrive: Rispondi 19 settembre 2008 - 23:06

Bella iniziativa, peccato che da casa mia Modena dista un bel po’, magari l’anno prossimo vengo a farci una capatina anch’io!
Buon viaggio e divertiti tanto, aspetto un bel resoconto dettagliato!