Douglas Adams, Guida galattica per gli autostoppisti
Io, quando leggo un libro smaccatamente “di culto” come questo, e alla fine non mi piace quasi per niente, confesso che ci rimango sempre un po’ delusa. Ma tant’è. A me questo libro mi ha lasciata proprio “tiepidina”, come si dice.
Sarà che la fantascienza non è mai stata ai vertici della mia classifica dei generi (tranne doverose eccezioni, come Fahrenheit 451, tanto per). Sarà che lo “humor britannico” mi può strappare anche qualche sorriso, ma dopo un po’ mi annoia, e, per me, lascia il tempo che trova. Sarà che in questo libro ci son tutte e due le cose, e allora non potevo pretendere chissà che. Boh. Sono perplessa.
Su aNobii - che considero un discreto “osservatorio statistico” - il giudizio medio circa questo libro risulta essere ad un passo dalla perfezione; il commento più “quotato” esordisce dicendo «IL Libro. Il libro che spiega tutto». Allora: o io mentre lo leggevo ero preda di una sorta di catalessi che mi ha impedito di rendermi conto di avere tra le mani un capolavoro di genialità (cosa possibile, non dico di no), oppure i giudizi che orbitano intorno a questo libro peccano d’esagerazione in maniera spudorata e anche un tantino sconcertante. Non per presunzione eh: ma io propendo decisamente per la seconda ipotesi.
Molti, per esempio, ne acclamano la surrealtà, e a me verrebbe spontaneo controbattere: “benedetti ragazzi! Leggetevi Landolfi, o Savinio, o Buzzati, se volete sperimentare gli autentici piaceri del surreale; non questa bazzecola“. Altri ne lodano l’assurdità, e anche qui mi freno a fatica: “leggetevi Camus, Il mito di Sisifo, se siete in cerca della vertigine dell’assurdo“. Ma visto che son ben conscia della mia antipatica pedanteria, vengo qui a dirvelo sottovoce, che tanto ormai mi sa che ci siete abituati ;-)
Vi riassumo in breve la trama (per non rischiare di rovinare la sorpresa a chi volesse leggerselo, ho scritto bianco su bianco la parte finale: evidenziate per leggere): c’è un terrestre, Arthur Dent, a cui stanno per demolire la casa per costruirci sopra una circonvallazione. C’è un alieno suo amico, Ford Prefect, uno degli innumerevoli redattori della mitica Guida galattica per gli autostoppisti (un libro elettronico in cui cercare la risposta a praticamente tutto, ad uso e consumo degli “stoppisti” interstellari), che è “prigioniero” sulla Terra da una quindicina d’anni. Ad un certo punto, arriva un’astronave dell’Ente Galattico Viabilità Iperspazio e volatilizza l’intero pianeta Terra, perché è d’intralcio alla costruzione di un’autostrada iperspaziale. E fin qui.
I due si salvano miracolosamente, ed hanno inizio le loro peripezie nell’iperspazio, al cospetto del quale, ça va sans dire, la Terra viene ricordata come un pianeta “fondamentalmente innocuo”, senza ulteriori attrattive degne di nota (concetto trito e ritrito: cosa siamo noi, di fronte all’incommensurabilità dell’universo? Meno di un granello di polvere. Ecco). Dent e Prefect incontreranno varie specie aliene, qualche creaturina eccentrica - un computer di bordo petulante, un robot depresso, varie masse verdi e informi etc. - fino a ritrovarsi a bordo di un’astronave a Propulsione d’Improbabilità; e anche qui, non capisco cosa ci sia da entusiasmarsi tanto: è la solita solfa del “tutto è ciò che è solo in forza di una concatenazione di casuali coincidenze, e dunque potrebbe tranquillamente essere anche tutto il contrario“.
Per farvela breve, alla fine si scoprirà che la Terra non era altro che [evidenzia >>]un immenso computer incredibilmente all’avanguardia, la cui costruzione fu richiesta e pagata dai topi (sì, i topi), unici e veri “padroni” del pianeta, al fine di mettere in atto un programma - della durata di dieci milioni di anni - che alla fine avrebbe dovuto trovare la Domanda Fondamentale (sulla vita, l’universo e tutto il resto) a cui in precedenza un computer altrettanto all’avanguardia aveva fornito una laconica Risposta: “quarantadue” (sì, proprio “42″). Sfiga volle che la Terra fosse disintegrata cinque secondi prima dello scadere del diecimilionesimo anno, ad un soffio quindi dalla “rivelazione” della Domanda delle Domande, e dunque a tanto così dal disvelamento del Significato della Vita. Fine della storia.
Intendiamoci, c’è anche dell’altro: qualche dialogo obiettivamente riuscito, qualche battuta che fa sorridere… Ci sono, non lo nego. Ma il brutto è proprio che secondo me ci sono solo loro.
Come molti di voi già sapranno, la “Guida galattica” in questione era in origine una trasmissione radiofonica (trasmessa a partire dal 1978 sulla BBC) che ebbe un enorme successo: e infatti, a me ha fatto una discreta compagnia, per due mattine, alla stazione, in attesa del treno che mi accompagna a lavoro. Ma non so quanto questo possa essere un punto a suo favore, considerato che quella in cui mi trovo alla stazione è un’ora in cui il mio cervello funziona solo per un terzo, e di solito riesco a concentrarmi al massimo sul tabellone degli orari. Con questo, non sto dicendo che per leggere cotanto capolavoro basti e avanzi un terzo di cervello: non oserei mai. Va bè, forse un pochino sì.
PS: sapevate che il software Trillian prende il nome da un personaggio femminile della “Guida”? E sapevate che Babelfish, il traduttore, anche quello prende il nome da un pesciolino giallo coniato dalla fantasia di Adams? Che è tra l’altro il protagonista di un brano particolarmente sfizioso, che qui vi riporto:
«Il pesce Babele è piccolo, giallo, simile a una sanguisuga, ed è probabilmente la cosa più strana dell’Universo. Si nutre dell’energia delle onde cerebrali (…) e il risultato pratico di tutto questo è che se vi ficcate un pesce Babele in un orecchio, immediatamente capirete qualsiasi cosa vi si dica in qualsivoglia lingua. Ora, è così bizzarramente improbabile che una cosa straordinariamente utile come il pesce Babele si sia evoluta per puro caso, che alcuni pensatori sono arrivati a vedere in ciò la prova finale e lampante della non-esistenza di Dio. Le loro argomentazioni seguono pressappoco questo schema: “Mi rifiuto di dimostrare che esisto - dice Dio - perché la dimostrazione è una negazione della fede, e senza la fede io non sono niente”. “Ma - dice l’Uomo - il pesce Babele è una chiara dimostrazione involontaria della Tua esistenza, no? Non avrebbe mai potuto evolversi per puro caso. Esso dimostra che Tu esisti, e dunque, grazie a questa dimostrazione, Tu, per via di quanto Tu stesso asserisci a proposito delle dimostrazioni, non esisti. Quod Erat Demonstrandum”. “Povero me! - dice Dio - Non ci avevo pensato!”, e sparisce immediatamente in una nuvoletta di logica.»
***
Giudizio: ★
Letto per le sfide: dell’alfabeto - viaggi & viaggiatori
Un salto in libreria:
“La vita, l’universo e tutto quanto”
“Addio, e grazie per tutto il pesce”
“Praticamente innocuo”

Ciao Serena,
se ti è piaciuto Fahrenheit 451 ti consiglio di leggerte quello che reputo il più grande libro di fantascienza mai scritto.
Si intitola “Mockingbird”,(in italia è stato pubblicato dalla Nord nel 1983 col titolo, bellissimo, “Solo il mimo canta al limitare del bosco”, e negli urania mondadori col titolo, meno bello, “Futuro in trance”.E’ stato scritto nel 1980 dall’americano Walter Tevis (tra l’altro non un autore specificamente di science fiction, ha scritto tra gli altri “Lo spaccone ” e “Il colore dei soldi”, da cui sono stati tratti due film entrambi con Paul Newman).Pregevole anche “La regina degli scacchi”(leggi le recensioni su ibs).
Se vuoi ti mando un pò di materiale su “Mockingbird”, ma ho formattato il pc e non ho più la tua mail, per cui mi dovresti contattare tu. Anche io non sono un appassionato del genere fantascientifico, ma di fronte a certi capolavori come “Fahrenheit 451″ di Bradbury oppure “1984″ di Orwell non ci si può che inchinare come di fronte a certe liriche dell’Alcyone. Riguardo al libro di Tevis lo ritengo un capolavoro assoluto, superiore a qualunque cosa mai scritta da Asimov, che ho sempre trovato di una piattezza disarmante(con buona pace dei suoi milion i fans).
Ancora una cosa…
non perdere tempo coi librucoli e leggiti il libro di C. McCarthy (La strada)
Ciao
Fabio
@Fabio: che piacere leggerti anche qui! :D
Io con la fantascienza ci vado sempre molto cauta, anche perché finisco sempre per brancolare nel buio, non conoscendo neanche gli autori “di riferimento” (tranne le poche eccezioni a cui abbiamo accennato). Ad ogni modo mi segno il libro di Tevis: mai dire mai :wink:
I tuoi commenti entusiasti su “La strada” di McCarthy hanno sortito l’effetto desiderato: l’ho comprato, ed è lì sullo scaffale in attesa che venga il suo turno. Sarà interessante chiacchierarne un po’, una volta che l’avrò finito! :-)
Mica per fare il saputello, ma da decenni, ormai, tra le mie letture la fantascienza occupa un posto di rilievo; se vuoi approfondire il genere, dillo che ti posso fornire volentieri delle dritte e magari anche qualche libro…
Su Walter Tevis: effettivamente è un Autore che dovrebbe godere di maggior considerazione; oltre al libro citato da Fabio, è interessante anche “L’uomo che cadde sulla Terra”, dal quale Nicholas Roeg ha tratto l’omonimo film ottimamente interpretato da David Bowie; la vecchia edizione (Urania) comprende sia il romanzo di Tevis che la sceneggiatura del film.
Mi limito, per ora, a suggerirti un percorso “a tema”.
Parto dalla tua affermazione che ti è piaciuto “Fahrenheit 451″.
Allora prova “Le cronache marziane”, sempre di Ray Bradbury, che è migliore….siamo nel passaggio alla colonizzazione di Marte; come i nostrti antenati lasciavano la vecchia Europa in cerca di fortuna oltremare, qui la fortuna si cerca oltre lo spazio….
E dopo questo poetico elogio della colonizzazione, passa al crudo capolavoro di Philip K. Dick “Le tre stimmate di Palmer Eldritch”, che ha diversi punti di contatto con il precedente. Non è un libro facile o emotivamente coinvolgente; difficilmente i personaggi di Dick sono “simpatici”, ma vale la pena di conoscere questo grande Autore ed in questo splendido libro la sua mano è inconfondibile.
Visto che si parla di narrativa speculativa (è probabilmente questa la migliore definizione del genere), tra i 4-5 libri che fanno parte di me ce n’è perlomeno uno che può essere riconducibile al genere: “Triton” di Samuel R. Delany (Ed. Armenia, 1976 circa, poi ripubblicato dalla NORD e tuttora facilmente reperibile).
Mi piacerebbe che lo leggessi e ne potessimo discutere.
Per solleticare la tua curiosità sul buon Delany: si parlava ieri di titoli accattivanti? Beh, te ne cito uno suo:
“Time considered as an helix of semi-precious stones”
P.S.: Leggiti questa nota; il libro è efettivamente così, ma è anche molto di più….
http://it.wikipedia.org/wiki/Dhalgren
Ciao Sere!!!
Devo dire che con questo commento mi hai un po’ smontato, avevo letto sempre critiche positive su questo libro e mi incuriosiva il titolo ma vista la tua opinione credo che per il momento non lo leggerò1
Del resto non ho mai letto un libro di fantascienza, se proprio devo provare anche questo genere a questo punto parto da “Fahrenheit 451″ che da quello che leggo sopra mi sembra riscuotere molti consensi!
A presto e buon week end!
Ciao Daria,
secondo me puoi cominciare magari con “1984″ di George Orwell, che reputo superiore al libro di Bradbury (che pure merita). Atroce nella sua bellezza, bello nella sua atrocità.
Comunque…
ecco la mia classifica dei più grandi libri di fantascienza mai scritti(per carità prettamente personale):
1) SOLO IL MIMO CANTA AL LIMITARE DEL BOSCO di Walter Tevis
2) 1984 di George Orwell
3) FAHRENHEIT 451 di Ray Bradbury
4) CRISTALLI SOGNANTI di Theodore Sturgeon
5) ALI DELLA NOTTE di Robert Silverberg
6) L’UOMO NEL LABIRINTO di Robert Silverberg
7) APPUNTAMENTO NEL TEMPO di Richard Matheson
8 ) LA PORTA DELL’INFINITO di Frederik Pohl
9) CITY (ANNI SENZA FINE) di Clifford D. Simak
10)LA FINE DELL’ETERNITA’ di Isaac Asimov
Discorso a parte poi per altri due libri che sono anch’essi dei capolavori assoluti. Uno è “LA CASA SULL’ABISSO” di William Hope Hodgson, un romanzo che spazia tra l’horror e la fantascienza (non propriamente l’uno nè propriamente l’altra, ma per una strana alchimia meraviglioso…più horror la prima parte del libro che vira decisamente nella fantascienza nella seconda parte.Inutile trovare chiavi di lettura. Leggete questo capolavoro e lasciatevi trasportare.
L’altro capolavoro è “LA STRADA” di Cormac McCarthy, il quale, se vogliamo, possiamo definire anche come libro di “fantascienza”…di quella postnucleare apocalittica…
un mondo nuclearizzato, senza più legge, un padre, un figlio(entrambi senza nome),un carrello del supermercato, e una strada da percorrere che sembra non finire mai. Un unico imperativo: ANDARE AVANTI non ostante tutto…
un pò come “I sopravvissuti”,la serie televisiva inglese degli anni 70′ oppure il manga “Ken il guerriero”…
“Siamo alla fine del XX secolo.Il mondo è sconvolto dalle esplosioni atomiche, gli oceani erano scomparsi e le pianure avevano assunto l’aspetto di desolati deserti. Tuttavia…la razza umana era sopravvissuta…”
@ Maurizio e Fabio: io non son mica sicura di meritarmi dei commentatori preparati come voi due! Spesso e volentieri sono più interessanti i vostri commenti che i miei post! :P
Ovviamente un po’ bisogna che vi odi, per il vostro alimentare impunemente la mia già sfrenata smania di letture… :wink:
Scherzi a parte, apprezzo moltissimo questa voglia di comunicare e condividere le vostre conoscenze libresche con me e con gli altri avventori del blog!
@Daria: sì, io ti consiglio di rompere il ghiaccio con un titolo come Fahrenheit 451, o con uno di quelli consigliati dai due “esperti in materia”.
Però non farti troppo influenzare dalle mie “stroncature”…sono talmente tante le persone entusiaste della “Guida galattica”, che prima o poi secondo me è giusto leggerlo, anche solo per poterlo poi criticare o osannare con cognizione di causa :wink: Buon week end anche a te!
PS: scusate, ma ora che ci penso…: io non ho mai letto neanche 1984! Vergogna… :oops:
Rimedio subito: lo ficco alla “O” della sfida dell’alfabeto! :mrgreen:
Del decalogo di Fabio ne conosco 8 (beh, non male, dopotutto!); mancano all’appello i di libri Richard Matheson e Isaac Asimov (Matheson è un onesto narratore, recentemente rivalutato per l’ennesima trasposizione cinematografica del suo capolavoro “I am legend”; Isaac Asimov non ha bisogno di presentazioni, ma è un Autore che anch’io non amo molto).
La scelta dei titoli proposti da fabio è senz’altro condivisibile, anche se io mi sarei più sbilancito nel moderno: il titolo più recente, dopo quello di Tevis (così, a memoria) dovrebbe essere il bellissimo “Gateway” di Fred Pohl, che dovrebbe avere comunque oltre trent’anni: inoltre tutti gli Autori preferiti dall’amico Fabio sono coetanei, o perlomeno sono stati attivi sin dagli anni ‘50……mi stupisce la mancanza, nei dieci titoli citati, di qualche titolo di Ursula K. LeGuin (”La mano sinistra delle tenebre” o l’ancora migliore “The dispossessed”), vuoi per la poetica di fondo che per l’indubbio talento dell’Autrice…Ah, tra i 10 titoli di fabio appoggio sicuramente il vecchio ma sempre poeticissimo “City”, di Clifford D. Simak, un libro che al pari di “1984″ ha fatto la storia…..
Personalmente trovo difficoltà nello stilare classifiche, soprattutto per il problema di dover eliminare una cosa a favore di un’altra….Nel dubbio tra due libri, io consiglierei sempre di leggerli entrambi!
I mie uomini? Samuel R. Delany, Michael Bishop, Philip K. Dick, Graham J. Ballard, Thomas M. Disch, David G. Compton, Philip J. Farmer, Alfred Bester……e butto giù solo i primi nomi che mi vengono in mente…..
Qualche anno fa mia moglie (che in precedenza di “fantascientifico” aveva letto solo “Blade Runner”, di P.K.Dick, per via dell’omonimo film) mi chiese qualcosa per avvicinarsi al genere:
le feci leggere “The man in the high castle”, di Philip K. Dick, considerato un capolavoro epocale sin dalla sua uscita nel 1961, ma senza ottenere un apprezzabile riscontro: probabilmente ho sbagliato la scelta: il Dick classico è Autore troppo “freddo” per essere apprezzato da un neofita….avrei dovuto scegliere subito l’ultimo, sfolgorante, definitivo, libro lasciatoci da Dick, che fa rovesciare questo giudizio: “A scanner darkly” (tradotto come “Scrutare nel buio” o “Un oscuro scrutare”), ispirato e dedicato agli amici che non ce l’hanno fatta ad uscire vivi dalla droga, è una lettura imperdibile e perfino commovente…..
Il protagonista si trova quasi incosciamente invischiato ad agire come un infiltrato nel sottobosco del traffico di una nuova pericolosissima sostanza stupefacente; è necessariamente anch’egli dipendente dalla droga, ma capisce di stare dalla parte giusta, anche se la sua volontà vacilla e la sua esistenza si va spegnendo: si percepisce la crescente difficoltà di questo poveraccio nell’articolare con un minimo di senso compiuto i suoi rapporti ai superiori…..una meraviglia!
Poi mia moglie si è appassionata alla lettura di Philip J. Farmer: si è sciroppata tutto il ciclo (5 romanzi) de “I fabbricanti di universi” e adesso le propinerò “il fiume della vita”, primo immancabile capitolo dell’altrettanto ponderoso ciclo “del fiume”
Complimenti sia a Fabio che a Maurizio, siete davvro preparatissimi!
Fabio accetto molto volentieri il tuo consiglio, ho 1984 nella lista delle mie letture già da parecchio tempo quindi comincerò proprio da quello! Poi se mi piacerà sceglierò qualche altro titolo tra tutti quelli che avete elencato!
Non conosco questo libro ma sono pienamente d’accordo con il tuo “risentimento” circa l’aspettativa nei riguardi di una lettura soprattutto se molti ne parlano entusiasticamente… ho avuto lo stesso “problema” con “la solitudine dei numeri primi”… salutoni e buon inizio settimana… ps: a breve ti manderò quel pdf di cui ti parlavo qualche tempo fa :D
@LauBel: già. Partire con troppe aspettative non conviene mai, perché aumenta esponenzialmente il rischio di cocenti delusioni… Io infatti, quando sento parlar troppo bene di un libro, mi ci avvicino sempre con grande circospezione :wink:
Buona settimana a te!
Ammetto di essere di malumore per motivi poco interessanti addirittura per me figuriamoci per gli altri,ma essendo costretto a stare in ufficio controvoglia e senza scopo se non quello di scaldare la sedia ,scrivo queste poche righe solo per il gusto di fare un pò di polemica…Mi sono imbattuto per caso nella tua recensione di Guida Galattica…Ho preso subito sul serio il tuo consiglio dove avvertivi della tua “pedanteria”e infatti mi sono fermato li …Ebbene si ,non so neanche come finisce ma basta e avanza….Una cosa non capisco?Citi opere e autori come autorevoli fonti precedenti a cui il libro in questione aspira come una specie di brutta copia che sogna di diventare migliore …Sopratutto per quanto attiene al contenuto,(la tematica dell’assurdo) come se il valore di un’opera si valutasse in base all’originalità della sostanza di quello che dice ,non dall’originalità di come lo dice…Ho studiato architettura e ho capito al terzo anno che l’errore basilare da principiante che fanno tutti gli studenti, è quello di voler pensare a qualcosa di nuovo (non ti dico i risultati di questa modalità di studio…)invece di partire da rettangoloni per poi lavorarci sopra…Cosi si forma un pensiero architettonico,anche complesso…parte da un archetipo(semplice)…non il contrario…Sembra che tu dica ..”Guida Galattica fa schifo perchè ci sono opere precedenti che parlano dell’assurdo e quindi non è una novità…”.Bò magari avrò capito male io.. ma questo si che mi sembra veramente assurdo….!!E se invece vuoi affermare un pensiero sicuramente più valido del tipo :”ci sono opere precedenti che parlano dell’assurdo in maniera più completa e nobile”credo tu sarai sicuramente al corrente che Guida Galattica è nato come un programma radiofonico ed è volutamente popolare e divulgativo…Cmq sia la cosa che mi stà più antipatica è che la tua “pedanteria”mi costringe a difendere un’opera “cult”(per usare le tue parole),cosa che trovo per il mio carattere ,ancora più assurda e paradossale…Cmq non te la prendere ,niente di personale,non ne vale la pena…Colpa di uan donna…Nel week me la faccio passare…Addio.
@mamo: dunque, a giudicare da quel tuo simpatico “addio” in chiusura, con ogni probabilità non rimetterai più piede su questo blog, perciò è inutile che mi dilunghi troppo nel risponderti.
Lo dici tu per primo, che hai scritto solo per “il gusto di fare un po’ di polemica” (un “gusto” che io proprio non comprendo, ma fa niente): e infatti hai sparato decisamente a casaccio, lasciamelo dire.
Faccio solo un esempio: scrivi che io cito “opere e autori come autorevoli fonti precedenti a cui il libro in questione aspira”. Quindi, tu credi che io abbia citato Camus e Buzzati e compagnia bella come “fonti precedenti” alla Guida? Credi che io pensi che Adams aspiri all’opera di un Camus o di un Buzzati?!
Mh. La cosa mi dà da pensare: sono così poco chiara, allora, quando scrivo?
E’ così poco chiaro il fatto che abbia tirato in ballo quei nomi per “bacchettare” con un po’ di sarcasmo l’eccessiva leggerezza (a mio modo di vedere) di certi giudizi letti intorno a questo libro, e non certo per contrapporli al libro stesso?
No, perché vedi, neanche se fossi ubriaca direi cose del genere, in quanto assolutamente prive di senso.
Anche perché, a dirla tutta, secondo me la “Guida” non ha niente a che fare con l’Assurdo.
Però non tutti la pensano come me: e la cosa è assolutamente normale.
Credimi, hai decisamente frainteso il 99% di ciò che ho scritto. Hai capito solo che la “Guida” non mi è piaciuta. Ed è già un bel traguardo, considerata la tua capacità di travisare ciò che scrivo.
Mi fermo qui, perché rispondere ad affermazioni così spudoratamente campate per aria mi sembra anche un po’ inutile, alla fine.
Comunque, la prossima volta che ti devi sfogare, che ne dici di andarlo a fare su un altro blog? Potrebbe essere un’idea!
Auguri per il week-end.
PS: e basta con questa mania di dover “difendere” le opere, perdinci! E’ una cosa talmente ridicola! Le opere si difendono perfettamente da sole. E in maniera ben più efficace, per giunta.
Ciao, Serena.
Esprimo la mia identità di vedute nei confronti della tua opinione sul libro di Douglas: nonostante non abbia assegnato un voto così basso, anch’io sono stato tiepidino nei suoi confronti ( http://storionesaggio.iobloggo.com/archive.php?eid=357 ).
Ammetto di non essere un tipo così “spiritoso” (la fantascienza, invece, la apprezzo e leggo abbastanza), però, effettivamente, ritengo anch’io che sia troppo osannato.
Allo stesso modo, apprezzo “Fahrenheit 451″, anzi, è il mio secondo libro preferito (il primo è “La guerra dei bottoni” di Pergaud, veramente tutt’altro genere!)
Ciao
@Storione Saggio: ciao! :-) Guarda, io potrei arrivare a definirlo “simpatico”, questo libro qui…ma non di più. Alla fine non lo definisco neanche “simpatico”, però, perché non mi ha divertita affatto. Eppure leggo ovunque di gente che si è scompisciata dalle risate nel leggerlo…che dici, siamo dei musoni irrecuperabili? Può darsi! :wink:
A parte gli scherzi, lo ritengo un libro sinceramente inconsistente, e per quanto mi riguarda sarebbe stato più opportuno che rimanesse una trasmissione radiofonica, senza sentire il bisogno di trasformarsi in libro, e meno che mai in un best-seller! 8O