Amos Oz, La vita fa rima con la morte
All’inizio non mi aveva per niente convinta. Mi sembrava un classico “esercizio di stile”, un testo meta-letterario freddino, con poca anima, incapace di conquistare ed emozionare, con le sue domande sul perché si scrive, e come, e quando.
Poi mi sono ricreduta. Nel giro di un pomeriggio (le pagine sono poco più di 100, si legge in fretta) questo libro mi ha svelato il suo vero “cuore”: un cuore malinconico e sofferto, ma mai cinico; tenero, piuttosto, che accarezza il naturale dolore di vivere con delicatezza e semplicità, e soprattutto con inesauribile umanità. Si tratta, in sostanza, di una sorta di autoritratto dell’autore fatto attraverso l’evocazione di numerosi personaggi tratteggiati con pochi ma intensissimi e determinanti tocchi.
Esistenze perlopiù solitarie che si intrecciano, grazie solo alla fantasia di chi scrive, in una trama quasi “combinatoria”. In pochissime pagine ho fatto in tempo ad affezionarmi alle vicende di ognuno dei personaggi, tanto che, alla fine, è affiorata una fitta di nostalgia. E non è poco, a mio avviso.
Bello anche lo stile: quel portare a galla l’irrazionalità del pensiero con una sorta di “flusso di coscienza”, in alcuni passi, sgombro però di ogni intellettualismo.
Alla fine, il suo essere anche una sorta di “manuale di scrittura” passa in secondo piano, sorpassato da una delicata ma sincera emozione.
***
Giudizio: ★★★
Un salto in libreria:
“Contro il fanatismo”
“Una storia di amore e di tenebra”
“La scatola nera”

Se non lo conosci, ti consiglio assolutamente di leggere “Una storia di amore e di tenebra”, il suo libro più autobiografico. E’ splendido, secondo me il suo migliore in assoluto. Lì dentro c’è tutto Amos Oz. Che deve essere, oltre che un eccellente scrittore, anche una gran bella persona. Il che no avviene spesso, con gli scrittori.
@Gabriella: concordo, credo anch’io che non avvenga spesso :-)
Grazie del consiglio, lo leggerò sicuramente. “La vita fa rima con la morte” è stato il mio primo contatto con Oz: ho già in programma di approfondire la sua conoscenza con “Non dire notte” e “D’un tratto nel folto del bosco” (tutti e due infilati in qualche sfida anobiiana, tanto per cambiare!)…e credo proprio non avrò problemi ad allungare la lista con un terzo titolo :wink: