Sam Savage, Firmino

Immagine di FirminoUna favoletta carina. Niente di più.

Carino, come potrebbe esserlo un cartone animato della Disney (di quelli nuovi però, non dei “capolavori” passati).
L’idea di base è simpatica, d’accordo, e il “lettore-bulimico” (come la sottoscritta) è allettato dal potersi fin troppo facilmente riconoscere nel protagonista, il ratto Firmino, che prima si ciba incondizionatamente - e letteralmente - di libri, per poi barricarsi in un’esistenza fittizia, fatta solo di sogni e letteratura.
Ma, passato l’entusiasmo per questi due aspetti (e passa in fretta), il libro si svela per quello che, secondo me, realmente è: una favoletta abbastanza inconsistente, spesso palesamente tirata per i capelli e, dalla metà in là, anche noiosa e scontata. L’inesperienza dell’autore, alla sua prima prova, si sente eccome.

ps: “potere di redenzione della Letteratura”, c’è scritto nella quarta. Redenzione?! Perdizione, semmai. O si sono sbagliati, o chi ha scritto il trafiletto l’ha fatto senza prendersi la briga di leggere il libro, prima. Un ratto che non ha il benché minimo rapporto con i propri simili, e che si aggira in totale solitudine portandosi dietro “uno smisurato senso di catastrofe” (cit.), secondo voi è redento? Ecco, appunto.

***
Giudizio: ★ ½

Un salto in libreria:
“La bibliotecaria. La vera storia di Marta la tarma” di Claudio Ciccarone (il libro che Savage è stato accusato di aver “copiato”… A prescindere dalla verità, se vi è piaciuto “Firmino” dovrebbe piacervi un sacco anche questo, visto che son praticamente la stessa cosa)

4 chiacchiere

zi savè scrive: Rispondi 7 gennaio 2009 - 18:07

Spesso mi è capitato di soffermarmi sul perché un libro ha successo e un altro no… non ho trovato risposta! Troppo facile il discorso relativo alla pubblicità, magari anche ovvio. ma perché Firmino è partito? 2-3 buoni spunti è vero, ma nel complesso poco meno che banale, soprattutto, e ti do ragione, nella seconda parte.

Misteri dei libri.

barbottina scrive: Rispondi 7 gennaio 2009 - 22:18

Sì, per me il successo di “Firmino” è veramente - ma veramente! - un mistero. Mi è sembrato un libro proprio povero, senza possibilità di appello.

Dopo attenta riflessione, ho raggiunto questa conclusione: secondo me il suo unico punto forte, se così si può chiamare, è il suo furbesco far leva sulla superba vanagloria che spesso e volentieri è caratteristica della categoria “Lettori”: vanno sempre in brodo di giuggiole, quando si parla di loro! Non possono fare a meno di gongolare, in quei casi (ovviamente mi ci metto anch’io, a malincuore, nella categoria).

Se ci fai caso, al Lettore Tipo spesso piace sentirsi un incompreso, che lotta strenuamente contro la volgarità del resto del mondo, a cui ovviamente si sente infinitamente superiore. E Firmino appaga alla perfezione questo loro bisogno di sentirsi sempre e comunque “diversi”, aristocraticamente fuori dalla massa.
In tutta sincerità, io la trovo una cosa anche un tantinello patetica. Ma è un fenomeno endemico, c’è poco da fare: è più forte di noi :wink:

zi savè scrive: Rispondi 9 gennaio 2009 - 16:15

Alla fine ho pensato: è la copertina!!!

barbottina scrive: Rispondi 9 gennaio 2009 - 21:55

Probabile :wink: