Sam Savage, Firmino
Una favoletta carina. Niente di più.
Carino, come potrebbe esserlo un cartone animato della Disney (di quelli nuovi però, non dei “capolavori” passati).
L’idea di base è simpatica, d’accordo, e il “lettore-bulimico” (come la sottoscritta) è allettato dal potersi fin troppo facilmente riconoscere nel protagonista, il ratto Firmino, che prima si ciba incondizionatamente - e letteralmente - di libri, per poi barricarsi in un’esistenza fittizia, fatta solo di sogni e letteratura.
Ma, passato l’entusiasmo per questi due aspetti (e passa in fretta), il libro si svela per quello che, secondo me, realmente è: una favoletta abbastanza inconsistente, spesso palesamente tirata per i capelli e, dalla metà in là, anche noiosa e scontata. L’inesperienza dell’autore, alla sua prima prova, si sente eccome.
ps: “potere di redenzione della Letteratura”, c’è scritto nella quarta. Redenzione?! Perdizione, semmai. O si sono sbagliati, o chi ha scritto il trafiletto l’ha fatto senza prendersi la briga di leggere il libro, prima. Un ratto che non ha il benché minimo rapporto con i propri simili, e che si aggira in totale solitudine portandosi dietro “uno smisurato senso di catastrofe” (cit.), secondo voi è redento? Ecco, appunto.
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Giudizio: ★ ½
Un salto in libreria:
“La bibliotecaria. La vera storia di Marta la tarma” di Claudio Ciccarone (il libro che Savage è stato accusato di aver “copiato”… A prescindere dalla verità, se vi è piaciuto “Firmino” dovrebbe piacervi un sacco anche questo, visto che son praticamente la stessa cosa)

Spesso mi è capitato di soffermarmi sul perché un libro ha successo e un altro no… non ho trovato risposta! Troppo facile il discorso relativo alla pubblicità, magari anche ovvio. ma perché Firmino è partito? 2-3 buoni spunti è vero, ma nel complesso poco meno che banale, soprattutto, e ti do ragione, nella seconda parte.
Misteri dei libri.
Sì, per me il successo di “Firmino” è veramente - ma veramente! - un mistero. Mi è sembrato un libro proprio povero, senza possibilità di appello.
Dopo attenta riflessione, ho raggiunto questa conclusione: secondo me il suo unico punto forte, se così si può chiamare, è il suo furbesco far leva sulla superba vanagloria che spesso e volentieri è caratteristica della categoria “Lettori”: vanno sempre in brodo di giuggiole, quando si parla di loro! Non possono fare a meno di gongolare, in quei casi (ovviamente mi ci metto anch’io, a malincuore, nella categoria).
Se ci fai caso, al Lettore Tipo spesso piace sentirsi un incompreso, che lotta strenuamente contro la volgarità del resto del mondo, a cui ovviamente si sente infinitamente superiore. E Firmino appaga alla perfezione questo loro bisogno di sentirsi sempre e comunque “diversi”, aristocraticamente fuori dalla massa.
In tutta sincerità, io la trovo una cosa anche un tantinello patetica. Ma è un fenomeno endemico, c’è poco da fare: è più forte di noi :wink:
Alla fine ho pensato: è la copertina!!!
Probabile :wink: