Muriel Barbery, L’eleganza del riccio
Raffinatamente insulso.
E vacuo, supponente, intriso fino al midollo di pressappochismo, di luoghi comuni e “compartimenti stagni” che vengono fintamente negati solo per affermarne di nuovi, con un’arroganza sconcertante.
Un libro sinceramente inutile, e, a mio avviso, anche discretamente irritante. Spenderci altre parole sarebbe concedergli troppo: lo definirei semplicemente imbarazzante.
PS: il personaggio di Paloma, tra parentesi, è il più improbabile, inverosimile e “tirato per i capelli” che abbia mai incontrato tra le pagine di un libro. E rispecchia degnamente l’insieme.
PPS: al di là del mio radicale giudizio negativo, usare il termine “capolavoro” per un libro come questo mi sembra…immorale. Ecco, sì: intellettualmente immorale. Senza “se” né “ma”.
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Giudizio: ★
Un salto in libreria:
“Estasi culinarie”

:mrgreen:
LaFra, ma la faccina tua è della serie “son proprio d’accordo con te”, oppure, più probabilmente, “a me invece è piaciuto un sacco quindi ora mi toccherà odiarti tantissimo”? :wink: :wink: