Anita Desai, Chiara luce del giorno

Immagine di Chiara luce del giornoE’ un romanzo immobile. E forse il suo merito maggiore sta proprio nella capacità di catturare il lettore fin dalla prima pagina (almeno, a me è capitato così), catapultandolo in un’atmosfera densa, sospesa, di indolente trascuratezza, di apatica attesa.

Non accade poi molto: è una narrazione essenzialmente di ricordi, di sogni ed aspirazioni giovanili non realizzatesi nell’età adulta, di malinconie e sottili frustrazioni, orbitanti intorno ad una casa della Vecchia Delhi; mentre sullo sfondo si agita la travagliata storia dell’India: l’indipendenza dalla Corona inglese nel ‘47, l’assassinio di Gandhi, gli scontri tra indù e musulmani, la spartizione del territorio e la nascita del Pakistan come Stato indipendente a maggioranza islamica.

Ma è come se ogni avvenimento venisse avvolto e messo tra parentesi da quella “chiara luce del giorno” che abbacina con la sua bianchezza imperterrita; da tempeste di sabbia che depositano su ogni cosa una sottile patina di polvere giallastra, che piano piano confonde, sfuma nell’indistinto, e cancella.

Atmosfere e sensazioni sono le vere protagoniste: la ruvidezza del cotone dei sari, l’aroma speziato delle foglie di betel, l’opulenza cremisi di fiori sfiniti dalla calura, la scabrosità delle mura scrostate, la triste dolcezza di certe sere d’estate consumate alla luce delle stelle, il fascino stanco delle cose abbandonate, il ritmo monotono e sensuale delle pale di un ventilatore, l’inquietudine di un pozzo in cui giace il cadavere di una vacca, l’aroma esotico delle foglie di tè, il sollievo ombroso di un sentiero fiorito, il fragore di un vecchio grammofono che non smette mai di girare.

Bello. E profondamente “indiano”.

***
Giudizio: ★★★
Letto per la sfida: 5 donne in 5 mesi

Un salto in libreria:
“Viaggio a Itaca”
“Notte e nebbia a Bombay”
“Il percorso a zig zag”

2 chiacchiere

Maurizio2 scrive: Rispondi 30 agosto 2008 - 07:25

Questo libro mi interessa; della Desai ho letto “Notte e nebbia a Bombay”, che non mi aveva detto poi molto……
Dalla tua sintesi arguisco che questo libro, essenzialmente di ricordi, potrebbe essere la risposta della Desai a “Le linee d’ombra”, splendido romanzo (fintamente?) autobiografico di Amitav Ghosh…..

barbottina scrive: Rispondi 2 settembre 2008 - 01:49

@Maurizio2: io ti consiglio di provarlo. Non avevo sentito pareri granché entusiasti sulla Desai, ed ero partita un po’ prevenuta… Ma c’è un’atmosfera talmente immobile e sospesa, in questo romanzo, che me lo ha reso a suo modo ammaliante :-)