«A me piace la vita, sa?»
Oggi l’aria è un pochino appena più respirabile. Allora, forte di questo guizzo di vitalità ritrovata, ho pensato fosse il caso di aggiornarvi circa le “magnifiche sorti e progressive” del mio agosto (oddio: “progressive”, insomma). Perché son giornate avventurose, senza dubbio.
Per esempio stamattina sono andata a comprare il gelato alla Coop del mio paesello (che io, d’estate, senza gelato, non posso proprio: mi vien la tristezza). Dovete sapere che la mia Coop ha riaperto da poco, in seguito a dei lavori che hanno completamente rivoluzionato l’organizzazione del piccolo centro commerciale in cui si trova: morale della favola, non mi riusciva più trovare l’entrata; dovevo andare anche alle Poste, e non mi riusciva neanche trovare la strada per andare alle Poste. Tutto ciò è stato lo spunto per un simpatico scambio di battute con un vecchino autoctono, anch’esso con difficoltà d’orientamento. Ve lo trascrivo fedelmente, in quanto documento d’indubbio interesse filologico (traduco, ad uso dei non-fiorentini):
lui: oh che lavoro ll’è?! A me ummi riesce mica di capire d’indo’ s’entra!
(che scomoda situazione è?! Non riesco a capire da dove si entri!)
io: o a mmé! l’è un po’ e vvia che sgiro! Che deve andare alla Coppe lei?
(neanche a me riesce! è molto tempo che mi aggiro qui intorno! Lei deve andare alla Coop?)
lui: diàmine! di ‘hesto passo fò nottaha! che ùggia!
(sì! ma se continuo così faccio notte! che fastidio!)
io: davvero! e la Posta indo’ lla rimane ora?
(sono d’accordo! e la Posta dove si trova adesso?)
lui: la Posta bisogna la sgiri di là! e’ c’hann’ allungaho la strada diperrìdere! mah!…aimméno si fa d’i mmoto! (ride)
(per raggiungere la Posta ora si deve svoltare là! essi - non si sa bene chi - hanno fatto sì che la strada da percorrere si allungasse molto! c’è di positivo che così si è costretti a fare un po’ di movimento!)
io: eddìe, un dùbiti! (rido) ovvìa sgiù, grazie! Tante hose!
(perdio, non c’è di che dubitare in proposito! ‘ovvia giù‘ è un intercalare; ‘tante cose‘ un augurio generico, abbreviazione di “tante buone cose”)
lui: altrettante! …speriamo d’arrivacci!
(non si sa bene se la speranza di “arrivarci” sia riferita alla Coop/Posta, o a quel futuro che dovrebbe accogliere le “tante belle cose”).
L’allegria che mi ha messo addosso questo “siparietto”! Che poi il bello è che questo signore mi si rivolgeva con complicità, da pari a pari, come a dire “via, insomma, tra pensionati ci s’intende!“; e questa cosa la m’ha fatto proprio schiantare (’schiantarsi‘ = essere preda di irrefrenabile ilarità).
Poi, percorrendo in motorino l’ultimo tratto di stradina campagnola tornando a casa, una vespa mi si è infilata a velocità supersonica nella maglietta (buongustaia!). Credo sarebbe stato un lieto spettacolo, per chi si fosse trovato nei paraggi: io che, ferma nel mezzo di strada in sella al motorino, mi percuoto a casaccio e mi denudo, urlando, nel mentre: “Maledetta! Escitene! Vespaccia! Che t’ho fatto di male?!“. La st***za mi ha pizzicata tre volte tre (dolore!!!), per poi uscirsene viva e vegeta, certamente ridacchiando sotto le antenne per i miei vani sforzi di renderle pan per focaccia. Ah…quanto la amo, io, l’estate! ( 8O )
Infine, per dimostrarvi che non faccio solo cose tonte, vi informo che nel frattempo ho anche finito due libri (ammesso e non concesso che la lettura non sia un’occupazione altrettanto “sciocca”…cosa di cui non sarò mai del tutto certa…per fortuna!). Ma non mi va proprio di parlarvene, oggi.
La vita è talmente bella e divertente anche senza libri, talvolta! :mrgreen:
La ragazza disse: «A me piace la vita, sa?».
«Come? Come ha detto?»
«La vita mi piace, ho detto.»
«Ah sì? Mi spieghi, mi spieghi bene.»
«A me piace, ecco, e andarmene mi rincrescerebbe moltissimo.»
«Signorina, ci spieghi, è terribilmente interessante… Su, voi, di là, venite anche voi a sentire, la signorina qui dice che la vita le piace!»(D. Buzzati, “Un caso interessante”, in “Siamo spiacenti di”)

io ho sterminato un alveare di vespe, e fino ad ora mi sentivo terribilmente in colpa…
:)
LaFra, che poi a me mi dispiace non voler bene alle vespe (alle api gliene voglio, mi stanno anche simpatiche)…ma son loro che fanno di tutto: ogni estate mi bucano in media 7 volte…e stanno anche facendo il nido nella manopola (sfondata) del gas del mio motorino…. Quindi direi che se la cercano ampiamente, la nostra ira funesta!!! ;-)
anch’io trovo che la vita sia meravigliosa, purtroppo non sempre ne percepiamo la magia; a proposito di Calvino concordo: a pagina 138 mi sono addormentato :-)
però intenzionato a terminarlo, con l’idea di trovare un’interessante risultante di tutte quelle forze che si muovono a destra e a manca già all’inizio del libro; Calvino l’ho letto pochissimo, ricordo con piacere “Il barone rampante” che rileggerò terminato “Se…”; da poco ricomprato, visto che la copia data in prestito è sparita; mi ripeto sempre di non prestare i libri, ma all’idea che altri possano provare piacere nella lettura del libro chiestomi, cedo senza riserve, ognivolta; posso senza dubbio definirmi un libridinoso (parola non mia) malato grave (annuso i libri freschi di stampa, appena comprati)
Dimenticavo: ben tornata…
Ahahah deve essere stato davvero forte la scena col vecchietto e non meno quella della vespa. E’ successo anche a me che una vespa mi si infilasse nei pantaloncini corti… brividi!! Paura!!!
E comunque la conversazione tradotta non rende per niente, io essendo di Siena la intendo anche senza traduzione e non c’è proprio confronto, troppo più ganza! :)
?: bè, allora, tra “libridinosi gravi” ci s’intende! :-)
I meccanismi “combinatori” di Calvino sono a loro modo affascinanti, sono d’accordo: la curiosità di sapere in che maniera si scioglierà il “nodo” è forte, specialmente le prime volte… Poi, almeno per me, la cosa perse di interesse, proprio perché a lungo andare ripetitiva e troppo “meta-letteraria” per i miei gusti. Ma, appunto, dipende molto da cosa cerchi in un libro: e ultimamente io ho più bisogno di emozioni che di “intellettualismi”.
Lorenzo: ah ma allora sei un corregionale! ehehe….sì, è vero, è parecchio più ganza nella versione originale! Che poi io di solito non parlo tantissimo fiorentino (a parte le “c” aspirate e le “t” strascicate: quelle non posso quasi fare a meno)…però quando trovo qualcuno che lo parla ci metto poco a lasciarmi andare anche io, e mi diverto un sacco.
Per quanto riguarda la vespa, non c’è gara: nei pantaloncini dev’essere stato molto ma molto più…emozionante! ;-)
-l’allegria sta svanendo pian piano… Bah…pericolo scampato!-
:-)
io credo che la predisposizione all’allegria dipenda molto da fattori genetici, dalla qualità del nostro pensare, che possiamo comunque sempre di più migliorare; io spesso mi sveglio contento, e devo faticare sette camice per ritornare a dormire altrettando ben disposto: che vuoi? I nostri simili fanno di tutto volenti o nolenti per complicarci la vita…
sto sperimentando con photoshop… non è escluso che trovi prima o poi il coraggio di mostrarti qualche elaborazione :-)
mi piacerebbe tanto un tuo parere spassionato e non; ma non sentirti obbligata neanche di prendermi in considerazione :-)
sono a meno 15 pagine del “Se una notte d’inverno…”; ritorna a”prendermi”, il rischio di abbiocco (in qualche caso tradotto in una sana pennichella) che ho corso nella parte centrale del libro sembra scongiurato :-)
credo anche che meriti una seconda lettura, giusto per cogliere le tante cose che mi sono perso per strada.
Buona domenica, e che tu possa ritornare allegrissima… è una condizione, che per quanto ti conosca pochissimo, quasi per nulla, mi piace pensare che meriti ;-)
? - ah sì, su questo non c’è alcun dubbio: la qualità del mio pensare potrebbe e dovrebbe infinitamente migliorare! E invece finisco sempre per assecondare ogni suo capriccio…
Non so quanto di genetico possa esserci in questo…ad ogni modo, col tempo ho imparato a sopportare questo va e vieni, ammortizzandone le conseguenze.
Credo che un umore che si mantenesse per troppo tempo uguale, nel bene o nel male, finirebbe per annoiarmi mortalmente ;-)
Quando vorrai mostrarmi qualcuna delle tue “creazioni”, le vedrò con piacere, ci mancherebbe altro! :-)
Buona domenica a te, anche se ormai siamo agli sgoccioli!