Deprecated: Assigning the return value of new by reference is deprecated in /membri/siregalanolibri/wordpress/wp-settings.php on line 520

Deprecated: Assigning the return value of new by reference is deprecated in /membri/siregalanolibri/wordpress/wp-settings.php on line 535

Deprecated: Assigning the return value of new by reference is deprecated in /membri/siregalanolibri/wordpress/wp-settings.php on line 542

Deprecated: Assigning the return value of new by reference is deprecated in /membri/siregalanolibri/wordpress/wp-settings.php on line 578

Deprecated: Function set_magic_quotes_runtime() is deprecated in /membri/siregalanolibri/wordpress/wp-settings.php on line 18
Un libro per un sorriso

E di nuovo cambio casa…

we_are_closed

Cari tutti, questo blog chiude.

Nel senso che d’ora in poi non ci scriverò più, ma continuerò a farlo da un’altra parte.

Chi mi segue da un po’ penserà: “no, dai, un altro trasloco noooo!”. E invece sì.

O meglio, in realtà no, stavolta non si tratta di un vero “trasloco”; perché il nuovo blog nasce dal nulla, e i post che sono qui li lascio qui, e là riparto da zero.

Motivi: non ho più tempo né costanza sufficienti per star dietro a un blog “vero” come più o meno tentava di esser questo. Ho sentito il bisogno di trasferirmi in uno spazio che fosse leggero leggero, più “giusto” per accogliere anche solo due parole telegrafiche, quando non mi va di  tirarne fuori altre, di argomentare, di sprecarmi in blabla.

Voi direte: “potevi farlo qui”. Eh no, che discorsi sono. Perché i blog dopo un po’ prendono una loro personalità autonoma, e mica puoi spersonalizzarli così su due piedi. Vien fuori un pasticcio, a provarci. E quindi.

Non mi aspetto che mi seguiate in blocco (son sincera), anche perché di là ci sarà moooolto meno da leggere, specie in questi primi tempi; ma bisognava pure che vi avvertissi, e se vorrete passare di tanto in tanto a vedere che combino, sarete i benvenuti.

Ah, giusto, il nuovo indirizzo: www.giustodueparole.net www.giustodueparole.it

Un saluto a chi passa! Sere

Aggiornamenti esistenziali #2

Cari tutti, che stresssss! Studio studio e studio. Non faccio (quasi) altro. Che palla di donna. Faccio vita di clausura e son prossima alla fossilizzazione.
Nonostante questo l’esistenza va incomprensibilmente avanti anche senza di me, e nelle passate settimane son successe anche alcune cosucce degne di nota. Per esempio, ho compiuto la veneranda età di 30 anni. Poi, più per coerenza numerica che altro, ho portato a casa il primo 30 e lode della mia ripresa universitaria (sì, esatto: in Storia medievale. Vedo con piacere che siete preparati). Sono moderatamente orgogliosa, e spero che il buondì si veda dal mattino. Però sto accusando il colpo; nel senso che, considerata la mia situazione, non posso più batter la fiacca: e batterla, invece, era la cosa che mi riusciva meglio. Che ingiustizia.

In questi giorni sto macinando pagine e pagine per l’esame di Storia del libro che mi aspetta a metà febbraio, ma fortunatamente mi attende a breve una tregua di tre giorni in quel di Bologna, con il Marito Ritrovato. Ci andremo a vedere la mostra di Bernd e Hilla Becher al Museo Morandi, e poi anche l’Aspertini alla Pinacoteca Nazionale.
Poi basta: svacco totale. Bighellonaggi sotto i portici, lauti pranzetti e cenette - pure colazioni e tè delle cinque - , rilassante vita casalinga nel nostro appartamentino in affitto affacciato sui tetti di Bologna (che noi, vita casalinga insieme, non la facciamo mai: croce e delizia - più delizia che croce! ihihih :mrgreen: - degli amori a distanza).

Giuro: non vedo l’ora che questa prima sessione d’esame si concluda e che riprendano le lezioni, così da poter tirare un pochino il fiato. Sì, insomma: per modo di dire. So già che dalla fine di febbraio mi aspetta la preparazione del colossale esame di Storia dell’arte medievale (ma per ora faccio finta di non saperlo, onde salvaguardare quel po’ di salute mentale che mi rimane); e, tra gli altri, anche un bel corso sul cantiere di Giotto nella Basilica di S. Franceso ad Assisi. Corso, quest’ultimo, che monopolizzerà anche le mie trasferte primaverili (e quelle del Marito, che ancora forse non ne era del tutto consapevole, e ora invece sì): Assisi in primis, e Roma, dopo dieci anni di assenza, per la mostra “Giotto e il Trecento. Il più sovrano maestro stato in dipintura…” (dal 6 marzo): è una mostra che ancora non è stata annunciata ufficialmente, e che quindi vi svelo in anteprima. So che non starete nella pelle dalla gioia. E vi capisco, eh. Son cose.
(toh, sono in vena e ve ne svelo anche un’altra: Edward Hopper, a Milano, in autunno 2009. E scusatemi se è poco!)

Bon. Vi ho aggiornati. Torno a consumare sui libri i miei anni migliori.
Mentalmente esausti ma sinceri saluti a chi passa! ;-)

Camus | Enquist | Barbero

Immagine di La morte feliceAlbert Camus - La morte felice
«Nella crisalide della Morte felice si formava la larva dello Straniero», scrive Jean Sarocchi a proposito di questo testo. Camus gli negò a suo tempo l’imprimatur, considerandolo appunto solo un abbozzo di quella che divenne poi la sua opera più celebre: una sorta di laboratorio, quindi, in cui lo scrittore assemblò materiale abbastanza eterogeneo e slegato, radunò le idee senza preoccuparsi troppo di raggiungere una coerenza interna, per poi passare oltre.
Il protagonista, che ha già il nome di Patrice Mersault, mi è parso un personaggio ibrido e contraddittorio: uno “straniero” a metà, un cinico in piena crisi d’identità. Algido e distaccato alla bisogna (per esempio nel compiere senza batter ciglio il delitto che apre il romanzo), ma al contempo animato da un preciso progetto di vita orientato nientemeno che verso la conquista di un’esistenza felice, e di una morte di pari grado. Proprio questa sua riflessione regala alcune perle di disincantata verità (almeno per la sottoscritta): «Per essere felici, ci vuole tempo, molto tempo. Anche la felicità è una lunga pazienza. E il tempo ce lo ruba il bisogno di denaro. Il tempo si compera. Tutto si compera. Essere ricchi significa avere tempo per essere felici quando si è degni di esserlo»; «Se in arte bisogna sapersi fermare, se viene sempre un momento in cui una scultura non deve più essere toccata e se per questo è più utile a un artista una certa ottusità che le più duttili risorse della chiaroveggenza, ci vuole anche un minimo di ottusità per plasmare una vita felice. Quelli che non l’hanno, la conquistino». …Parole sante!, che persuadono prese isolatamente, ma finiscono per stridere a contatto con il resto del romanzo. Leggi il resto!

Sfida del… Torniamo ragazzi!

Questa sfida mi piace particolarmente, anche perché, più che “sfida”, si tratta di un percorso di lettura liberissimo, che ha come unica condizione la lettura (o ri-lettura) di libri considerati “classici per ragazzi”.
I link utilizzati a mo’ di riferimento per la scelta dei titoli sono questi: i grandi classici per ragazzi editi da Mursia - la voce “letteratura per ragazzi” su Wikipedia .

L’aspetto che mi affascina di più nei cosiddetti “classici per ragazzi” è la pluralità di livelli di lettura: un libro come I viaggi di Gulliver, tanto per fare un esempio, può meravigliare un bambino grazie alla fantasia straripante che contiene, ma può allo stesso modo (anzi, forse anche di più, nel caso di Gulliver) far riflettere e appassionare un adulto. L’intento che mi propongo per questa sfida è proprio quello di cercare di godermi tutti i livelli, dal più infantile al più “da grandi”! ;-) Senza contare che, dei libri messi in lista, non ne ho letto neanche uno da ragazzina (tranne l’Ivanhoe).

Leggi il resto!

Barbero | Dürrenmatt | Hamsun

Immagine di 9 agosto 378Alessandro Barbero - 9 agosto 378. Il giorno dei barbari
Se in passato mi avessero detto che prima o poi mi sarei letta un libro su una battaglia della Tarda antichità, avrei riso. E invece non solo me lo sono letto, ma mi è pure piaciuto un sacco. Tiè.
La battaglia in questione è quella di Adrianopoli, combattutasi nel 378 nella provincia romana della Tracia, a poca distanza da Costantinopoli, tra l’esercito romano capitanato da Valente imperatore d’Oriente (ci scappa pure la filastrocca), e le tribù dei Goti, che, minacciate dalle scorrerie degli Unni, avevano passato il Danubio in cerca di asilo sul suolo romano. L’avvenimento fu di capitale importanza: fu da questo momento in poi che i romani capirono che c’era poco da fare, contro l’avanzata dei “barbari”, e che di fermarli militarmente non se ne parlava proprio; un punto di svolta tale che, per alcuni storici, è da considerarsi come la data più plausibile per decretare la fine dell’Antichità e l’inizio del Medioevo, in forza della radicale alterazione di ogni equilibrio preesistente. Mi rendo conto che, detta così, la faccenda può non parere granché emozionante: un minimo di curiosità sull’argomento ci deve pur essere per godersi a dovere la lettura, certo. Ma Barbero è davvero un ottimo divulgatore, e riesce a coinvolgere con uno stile chiaro e discorsivo, rigoroso nei contenuti al pari di un saggio, ma piacevole e avvincente come un racconto. Io me lo sono proprio goduto, nonostante non sia certo un’esperta di battaglie tardoantiche né di Impero romano, credetemi ;-) Leggi il resto!

Bilancino post-natalizio

Ohi ohi… Ho mangiato troppi torroncini Condorelli. Troppissimi proprio. Soprattutto quelli al caffè e quelli al limone, che mi piacciono che non vi dico. Ora ne sconto le conseguenze. Però in compenso questo post lo sto scrivendo dal mio nuovo netbook Acer Aspire One blu zaffiro. Ve lo presento: si chiama Ciro - Ciruzz per gli amici - , perché in confronto al Mac, che è di un bianco angelico e di una classe che non ne parliamo, lui è tarchiatello e niru niru. Ma pesa quanto un passerotto e ora che ce l’ho sulle ginocchia non lo sento nemmeno, che c’è. E’ un gioiellino, il mio Ciruzz. Ed è il regalo “grande” di questo Natale 2008.

La palma per il regalo più originale se lo aggiudica mia sorella, che, sapendo di avere una sorella caffeinomane, mi ha regalato una caffettierina Bialetti stranissima, che sputazza fuori il caffè direttamente nella tazzina (allego foto ingrandibili, altrimenti non capite mica, che aggeggio ganzo che è).
Per la prima volta da non so quanti anni, quest’anno non avrei ricevuto libri in regalo, se non fosse stato per il mio Marituccio, che me ne ha regalati tanti, e uno più bello dell’altro: siam tornati da Milano che avevamo dei trolley vergognosamente stipati di carta, tra quelli che ci eravamo regalati a vicenda e quelli che ci eravamo comprati in comunella, esaurendo in uno colpo solo tutti i punti della CartaPiù Feltrinelli accumulati in un intero anno di sconsiderati acquisti. Leggi il resto!

Aggiornamenti esistenziali

Cari tutti, questo blog langue! Un po’ mi dispiace, dato che c’ho anche qualche commento di lettura in sospeso… Ma d’altra parte son contenta perché vuol dire che c’ho anche tanto altro da fare, e sicché. Ora poi sto finalmente per partirmene per Milano con il Marito Ritrovato, e ci voleva proprio, lasciatemelo dire. In tempi di Freccerosse e Alta Velocità, noi come al solito ci sobbarcheremo il nostro viaggetto tutto sui trenini regionali che ci piacciono tanto: cambiamo a Bologna e a Piacenza; io parto da Firenze alle 8.15 e arrivo alle 14.40 a Milano; lui che arriva da Pescara, non ne parliamo; al ritorno poi mi toccheranno ben cinque (e dico cinque) cambi. Che per fortuna non c’abbiam mica tutte le rotelle a posto, io e lui. Chi si somiglia si piglia! :mrgreen: Leggi il resto!

Sfida dei Titoli

Visita il blog della sfidaCome se non ne avessi già abbastanza in corso per il 2009, ho lanciato un’altra sfida di lettura su aNobii :mrgreen: , che stavolta implicherà la scelta dei libri esclusivamente in base ai titoli. Per la precisione, si dovranno leggere 8 libri, ognuno dei quali dovrà avere un titolo che risponda a una precisa condizione: che contenga un colore; un numero; un animale; un frutto/fiore/pianta; un nome proprio di persona; un nome geografico; sia composto da un’unica parola; contenga un segno di interpunzione. Per il regolamento completo rimando al blog della sfida.

Durata sfida: 1° febbraio - 15 ottobre 2009
Sfida terminata il:Leggi il resto!

Jean-Marie Gustave Le Clézio, Il verbale

Immagine di Il VerbaleIl protagonista di questo romanzo si chiama Adam Pollo. E’ un giovane uomo in stato confusionale, che non sa bene neanche lui se abbia disertato un esercito o se sia invece evaso da un manicomio. Un bel giorno, decide di darci un taglio con il resto del consorzio umano, e si ritira in una villa disabitata sul mare, su un’assolata collina della Costa Azzurra. Passa il tempo oziando, perlopiù: disteso nudo su una sdraio posta in faccia all’orizzonte, davanti alla finestra, impegnato in astruse elucubrazioni su quanto sia brutta e insincera la vita dell’uomo moderno e più o meno incomprensibili stati allucinatori camuffati da profonda osservazione del reale colto nelle sue più minime sfumature. Ha uno sbertucciato quaderno giallo intitolato “Mia cara Michèle”, in cui scrive lettere ad una sorta di fidanzata-amante-qualcosa del genere che ogni tanto si fa viva, lo va a trovare, ci fa sesso e una passeggiata sul mare (non necessariamente in quest’ordine) e gli lascia i soldi per andare avanti per qualche tempo. Adam Pollo fuma un sacco di sigarette e prende l’abitudine di seguire un cane che vagabonda per la città; ogni tanto si infila anche in un centro commerciale e si inventa i nomi dei musicisti per mettere in difficoltà le commesse del reparto dischi e veder loro la nuca quando si girano per cercare l’incisione inesistente. Leggi il resto!

Suggestioni medievali

Suggestioni medievaliDunque: io avrei deciso. Con sconsiderato anticipo, ma avrei comunque già deciso.
Che se un giorno mai riuscirò ad arrivare alla fine del mio corso di laurea in Storia e tutela dei beni artistici, io, la tesina - perché ora si chiaman “tesine” e non più “tesi” - la voglio fare in Storia dell’arte medievale. Primo punto fermo.
Ma non è tutto. Ho deciso anche che, salvo ripensamenti dell’ultim’ora (che sono la mia specialità), dovrà avere a che fare con… [rullino i tamburi e tambùrino i rulli] …. la rappresentazione iconografica dei mesi nella pittura medievale! Dite la verità che fa figo detto così, che sembra quasi una cosa seria! Seria, ma totalmente inutile: per questo credo mi calzi a pennello ;-) Leggi il resto!

Jacques Le Goff, Il Medioevo

Immagine di Il MedioevoUna lettura agevole e chiara, che mi è stata di grande aiuto a mo’ di “ripasso” per l’esame di Storia medievale: una panoramica a volo d’uccello su alcune tematiche essenziali del Medioevo (sviluppo economico e tecnologico, Chiesa e Stato, le città, il sistema feudale, il monachesimo etc.), con un’attenzione particolare a quegli aspetti che prefigurano quella che sarà, a grandi linee, la fisionomia dell’Europa moderna - dalla formazione degli Stati allo sviluppo della mentalità - , come da sottotitolo: “Alle origini dell’identità Europea”.

Ci sono, va detto, spunti illuminanti - quanto fulminei: tre righe al massimo - circa diversi argomenti di fondamentale importanza: le crociate, per esempio, e il loro svelarsi in quanto operazioni eminentemente coloniali volte essenzialmente a “sfogare” la belligeranza dei popoli cristiani al di fuori della cristianità occidentale, e a conquistare nuove terre a fronte dell’aumento di popolazione europea (intenti neanche troppo dissimulati, a ben vedere); o l’apertura del sistema dei valori cristiani al capitalismo nascente, in un XIII secolo dominato dalla figura del mercante-banchiere, come una delle principali condizioni storiche dello sviluppo dell’Europa occidentale; e via dicendo. Leggi il resto!

Gentile da Fabriano e i lucciconi

Era un sacco di tempo, che non tornavo agli Uffizi. Ogni tanto penso alle migliaia di chilometri che i turisti fanno per arrivarci da ogni parte del mondo, e mi sento un po’ un’ingrata nei confronti della fortuna che ho avuto nascendo in una città così zeppa di capolavori. Io Firenze la bacchetto, perché se lo merita. Ma ciò non toglie che, ogni volta che per andare all’università o a lavoro mi trovo a dover passare per piazza della Signoria con la sua Loggia dei Lanzi, o per piazza del Duomo con il Cupolone, o per il Ponte Vecchio, ecco, io non posso fare a meno di dirmi: son proprio fortunata, ad avere sotto gli occhi queste meraviglie ogni giorno.
Quindi, oggi sono tornata agli Uffizi, dopo…boh: otto o nove anni? Insomma: tantini. Non mi ricordavo l’impatto da sindrome di Stendhal al cospetto delle tre enormi Maestà - rispettivamente di Cimabue, Giotto e Duccio di Buoninsegna - che accolgono il visitatore nella prima sala, dedicata al Duecento. Ho vacillato, giuro, di fronte a quei tre colossi dorati.
Poi va bè, in quelle sale c’è una tale concentrazione di genio artistico, che io a metà percorso inizio sempre ad avere dei cali di concentrazione pazzeschi, causa saturazione mentale da eccesso di stimoli: bisognerebbe dedicare un giorno intero ad ogni sala, altro che. Però ogni volta c’è un’opera di fronte alla quale mi salgono agli occhi i lucciconi di commozione. L’ultima volta mi successe con la Venere del Botticelli (che tra le altre cose mi sta anche un po’ antipatica, ma insomma, fatto sta che mi commossi lo stesso); oggi invece è toccato a questo polittico qui sotto: l’Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano. Leggi il resto!

Splendori del gotico da Giotto a Giovanni da Milano

Prima della scorpacciata milanese che mi attende alle porte del Natale, mi concedo il lusso di alleggerire la tensione pre-esame di questi ultimi giorni con la visita a due mostre fiorentine (che io invece di solito le snobbo sempre, le mostre della mia ammuffita cittadina). Per quanto riguarda la seconda, dedicata alla figura di Giovanni da Milano, segnalo una giornata di studi prevista per il 1° dicembre (ad ingresso libero). Vi lascio questi due videucci e me ne torno nell’ombra. Salut!


“L’eredità di Giotto. L’arte a Firenze tra 1340 e il 1375″
(Firenze, Galleria degli Uffizi, fino all’8 dicembre)

Leggi il resto!

Magda Szabò, La porta

Immagine di La portaBello. Proprio bello. Sono sempre più d’accordo con Herman Hesse, quando, riferendosi alla Szabò, ebbe a consigliare: “comprate tutta la sua opera, quello che ha scritto e quello che scriverà” (che ormai coincide, nel nostro caso, con quello che avranno la bontà di tradurre).
Tra i numerosi talenti di questa scrittrice, quello che forse apprezzo di più è la sua brillante capacità di dar vita a personaggi prepotentemente umani. I protagonisti dei suoi romanzi sfuggono ad ogni incasellamento, vivono di contraddizioni, hanno animi lacerati dai sentimenti più disparati e contrastanti. Sono anarchici nelle emozioni e nelle azioni, e proprio per questo tanto più “veri”, perché in fondo lo siamo un po’ tutti, così; o vorremmo poterlo essere, al di là di ogni forma imposta, nel bene e nel male. E se questa sua dote emerge limpidissima in “Via Katalin”, devo dire che qui, ne “La porta”, raggiunge vertici estremi.

Il romanzo si apre con la descrizione di un incubo: una situazione di emergenza, una porta che non si riesce ad aprire, una richiesta d’aiuto impossibile da pronunciare; prosegue poi come un lungo flashback che ne spiega l’origine, raccontando l’inconsueto rapporto che si sviluppa tra due donne: Magda, un’affermata scrittrice, e Emerenc, portiera-governante-factotum, imprevedibile anima e fulcro di un’intera via. Quest’ultima è una figura di quelle che ti si imprimono in mente e lì restano, come divinità mitologiche severe e benevole al contempo: in ogni caso indiscutibili. Leggi il resto!

Comunicazione di servizio a mo’ di giustificazione

Eh lo so, latito. Ma ho un sacco di scuse pronte. Prima di tutto lo studio, che mi assorbe fin troppo, e che per forza di cose assecondo docilmente fino a nuovo ordine.

E poi questa cosa qui che volentieri vi segnalo, a cui ho partecipato in veste di “co-webmaster” in questi ultimi giorni.
In breve: si tratta di una “succursale” del sito Nadir Magazine (che gli appassionati di fotografia dovrebbero già conoscere bene…anzi benissimo!) in cui d’ora in poi confluiranno tutte le news dedicate al mondo della fotografia: sia novità più prettamente “tecniche” - nuovi prodotti, corsi, concorsi e via dicendo - che appuntamenti di ogni sorta come incontri con gli autori, festival, eventi e mostre (queste ultime, non solo fotografiche: ci sarà spazio anche per le principali esposizioni di arti visive, come si intuisce dalla schermata qui sotto). Leggi il resto!

Björn Larsson, Il porto dei sogni incrociati (almeno nelle intenzioni)

Mica me lo ricordavo che fosse così faticoso, studiare. Ho il cervello tutto incartapecorito (causa prolungato inutilizzo: mea culpa), dispettosamente refrattario all’assorbimento di Sapere. Faccio una fatica che non vi dico, anche perché ho la concentrazione di una Vispa Teresa. Come se non bastasse, in questi giorni coltivo mal di testa come geranei, tenaci e volenterosi, ben più di quanto riesca ad esserlo io (che poi, si dice ‘geranei’ o ‘gerani’? Boh, va bè, secondo me van bene tutti e due).

Ma vado avanti, eh, ci mancherebbe. E con entusiasmo, pure! Perché, vedete, in teoria sono carica, lanciatissima; in pratica, invece, sono retrocessa ad uno stadio neanderthaliano (con tutto il rispetto per l’Homo neanderthalensis, che vedendomi potrebbe, a ragione, offendersi del paragone). Ma confido nel potere salvifico dell’abitudine e dell’allenamento. Anche se son quasi certa che allo scritto di Storia medievale mi presenterò in veste di Dilettante allo sbaraglio. Ma insomma, son esperienze anche quelle! Leggi il resto!

←Più vecchi